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Editoriale di Persio
Tincani |
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Buchanan, James M., Tullock, Gordon, Il
calcolo del consenso. |
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Damaska, Mirjan, I volti della
giustizia e del potere. |
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Fioravanti, Maurizio, Costituzione. |
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Linz, Juan J., Valenzuela, Arturo (a cura di), Il
fallimento del presidenzialismo. |
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Luhmann, Niklas, Sistemi sociali.
Fondamenti di una teoria generale. |
Mény, Yves, Surel, Yves, Populismo
e democrazia.
- Indice
- Autori
- Links
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Popitz, Heinrich, Fenomenologia
del potere |
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In un numero relativamente ristretto di pagine i due autori, ricercatori
di fama internazionale, passano in rassegna, offrendo chiare e precise
prospettive, i principali elementi di fondo relativi alla problematica
populista, particolarmente in rapporto ai sistemi democratici allinterno
dei quali si riscontra. E unanalisi su un fenomeno che
ha per molto tempo scoraggiato (...) la ricerca in scienze
politiche. Fenomeno spesso effimero, che si ripresenta sotto forme
ogni volta diverse e in contesti particolari; il suo carattere multiforme
presenta probabilmente come tratto comune solo la polisemia della
parola <<popolo>>, utilizzata come riferimento costante.
(p.275)
Il volume costituisce pertanto unottima guida per chi intende
iniziare lo studio, su un piano scientifico, del populismo nei confini
storici della contemporaneità studiato come sistema di pensiero
caratterizzato da due elementi: a) la valorizzazione del popolo
porta ad una concezione unica della comunità immaginata;
b) il populismo, proprio perché si propone di difendere il
popolo, possiede un carattere reattivo. (p.199) Altra caratteristica,
che emerge chiaramente da questa ricerca, è la professione
di schemi ideologici antielitari e antisistema (con sistemi
organizzativi e mobilitativi orientati) verso strutture flessibili.
(p. 249) Un sistema di pensiero, infine, che per il suo costante
riferimento al popolo, si pone di fatto nel quadro democratico.
(p. 280)
Nellabbondante letteratura nella quale si dice di fenomeni
riguardanti le scienze della politica, non mancano certo le opere
di interesse scientifico, alcune delle quali (si pensi agli scritti
di Giovanni Sartori) sono di indiscusso valore e fondamentali per
lo studioso ai fini di unattenta analisi della politica intesa
come scienza in continua evoluzione. Difettano, invece, gli studi
strettamente dottrinali (anche in questo campo il nome di Sartori
richiama grandi intuizioni e puntuali analisi teoriche) in cui pratica
(attualità politica) e teoria (scienza) si compenetrano,
volti e discutere ed a precisare in senso strettamente teorico,
cioè nellambito di una più generale concezione
scientifica degli eventi politici, i presupposti, gli obiettivi
ed i risultati a cui sono pervenute alcune esperienze politiche
caratterizzanti il nostro tempo. Certamente non si può non
riconoscere limportanza della fondazione teoretica di ogni
tema che riguarda propriamente la sfera della politica e pertanto
anche di quello che ha stretti rapporti con la realtà storica
contemporanea.
Gli Autori di questo saggio, studiosi particolarmente attenti alle
questioni riguardanti la scienza della politica, in dense pagine,
con chiarezza e competenza tracciano le linee generali di sviluppo
del populismo che, si prospetta prima e si rivela poi, teoricamente
analizzabile e fondato su due elementi organizzativi di coesione:
a) una leadership carismatica che sfocia spesso in un vero e proprio
culto della personalità; b) lattenzione data a un argomento
particolare, limmigrazione. (p.255) Inoltre vi è
anche una preoccupazione di giustizia sociale a favore degli
emarginati e di chi è rimasto escluso dal progresso.
(p.280) che possiamo considerare quale terzo elemento caratterizzante.
Finalità di questo saggio non risulta essere quella di prendere
in considerazione tutte le forme storiche di populismo, che a parer
mio si possono rintracciare sin dai tempi della storia politica
della Roma Imperiale: un tentativo del genere avrebbe dato come
risultato solo una massa informe nella quale nessuno
studioso si sarebbe potuto orientare.
Gli Autori utilizzano, invece, a livello esemplificativo, la contemporaneità
in modo tale che tutti i fenomeni importanti delle singole realtà
socioculturali vengono presentati in maniera chiara ed evidenti
costituendo un quadro organico del populismo in rapporto alla democrazia
oggi. Il populismo viene concepito da Mény e Surel come tensione
ideologica particolare dei regimi democratici, (quindi) si tratta
soprattutto di una risorsa utilizzabile dalla maggior parte degli
attori politici contemporanei, con livelli di strumentalizzazione
diversi a seconda della collocazione degli attori, delle configurazioni
politico-istituzionali particolari di ogni paese e della natura
dei quadri ideologici legittimi in un determinato settore.
(p.238) Una realtà, evidentemente, profondamente antiliberale
che rifiuta la rappresentanza o (critica) i rappresentanti,
(e che considera) il costituzionalismo un ostacolo insopportabile
al potere del popolo. (p. 281)
Il lavoro sviluppato dai due ricercatori viene così a rappresentare
una precisa inquadratura dal punto di vista storico-scientifico
del populismo allinterno dei sistemi democratici, utilissimo
sia per quanti con animo di ricercatori si dedicano alla scienza
della politica, sia ai semplici lettori: con il proposito manifesto
di illuminare i primi ed interessare i secondi secondo orientamenti
ricavati da una integrale valutazione ed analisi del problema.
Con un periodare fluido ed una chiarezza piacevole si cerca di dare
risalto alle grandi linee di sviluppo, ai fenomeni caratteristici
ed a quanto merita una particolare attenzione, o nei riguardi dello
sviluppo generale del fenomeno o nei riguardi delle singole esperienze
populiste.
Si evince, pur nello sforzo chiarificatore di questo lavoro, una
certa difficoltà nellessere precisi nel definire il
populismo per il suo stretto legame con la parola popolo che ha
ununiverso semantico, sociale e culturale molto vasto e suscettibile
di tante interpretazioni; un termine che ha un grande fascino sulluomo
politico perché questo termine riesce a essere al tempo
stesso vuoto di ogni significato preciso e ricco di accenti retorici
(p. 171); il <<popolo>> quindi si presta bene
a qualunque utilizzazione e a diverse forme di attribuzione, che
ne fanno un oggetto molto ambito nel dibattito politico. (p.172).
E lecito, come suggeriscono gli Autori, riprendere sul
popolo losservazione che Giovanni Sartori applicava alla democrazia:
<<una parola pomposa per qualcosa che non esiste>>.
I due termini, strettamente legati, condividono infatti unindeterminazione
simile e unessenza incerta che li rende vulnerabili a qualunque
forma di definizione e di strumentalizzazione. (p. 196)
La tendenza delle formazioni populiste appare quella della ricerca
di un equilibrio costante tra la ricerca di istituzionalizzazione
e la propensione alla demonizzazione, che permette di mantenere
il carattere atipico e fuori del sistema del partito. (p.254)
Solo pochi anni fa, gli scritti che si interessavano, da un punto
di vista scientifico, dei problemi riguardanti le dinamiche allinterno
dei sistemi democratici, ed in particolare in riferimento al populismo,
erano estremamente rari. Oggi, invece, è possibile riscontrare
nella comunità scientifica un risveglio di studi in questa
direzione che vogliono colmare il vuoto denunciato in questo campo
nel passato. Il lavoro di Mény e Surel è sicuramente
il migliore contributo dato verso questa direzione alla scienza
della politica in questi ultimi anni.
Indice |
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Prefazione, p. 7; Introduzione, p.17
I. Tra costituzionalismo e populismo: lambiguità democratica,
p. 41
II. Le dinamiche populiste della democrazia contemporanea, p. 85
III. Alle fonti del populismo contemporaneo, p. 125
IV. In nome del popolo, p. 167
V. Populismo e sistemi di partiti in Europa, p. 209
VI. Le mobilitazioni populiste, p. 237
Conclusione, p.275 Bibliografia, p. 293 Indice dei nomi, p. 307
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Gli
autori
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Yves Mény è professore di Scienze Polítiche
nellIstituto di Studi POlitici (París). Attualmente
è direttore del Centro Robert Schuman presso lIstituto
Universitario Europeo di Firenze. Tra i suoi libri: <<Le politiche
pubbliche>> (con J.C. Thoening, 1996) e <<Tra utopia
e realtà. Una costituzione per lEuropa>> (2000)
Yves Surel è ricercatore presso la Fondation Nationale des
Sciences Politiques di Parigi.
Links |
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www.danpnobre.jor.br/cap3.html
www.cpolitica.com/cp/article.php?sid=34
www.monografias.com/trabajos7/pogo/pogo.shtml
www.claudio-rise.it/editoriali/populismo.htm
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