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Mény, Yves, Surel, Yves, Populismo e democrazia.
Bologna, il Mulino, (Incontri), 2001, pp. 312, Euro 18,08, ISBN 88-15-08352-9.

Recensione di Angelo Costa


DEMOCRAZIA E GIUSTIZIA
Editoriale di Persio Tincani
Buchanan, James M., Tullock, Gordon, Il calcolo del consenso.
Damaska, Mirjan, I volti della giustizia e del potere.
Fioravanti, Maurizio, Costituzione.
Linz, Juan J., Valenzuela, Arturo (a cura di), Il fallimento del presidenzialismo.
Luhmann, Niklas, Sistemi sociali. Fondamenti di una teoria generale.
Mény, Yves, Surel, Yves, Populismo e democrazia.

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Popitz, Heinrich, Fenomenologia del potere
 

In un numero relativamente ristretto di pagine i due autori, ricercatori di fama internazionale, passano in rassegna, offrendo chiare e precise prospettive, i principali elementi di fondo relativi alla problematica populista, particolarmente in rapporto ai sistemi democratici all’interno dei quali si riscontra. E’ un’analisi su un fenomeno che “ha per molto tempo scoraggiato (...) la ricerca in scienze politiche. Fenomeno spesso effimero, che si ripresenta sotto forme ogni volta diverse e in contesti particolari; il suo carattere multiforme presenta probabilmente come tratto comune solo la polisemia della parola <<popolo>>, utilizzata come riferimento costante.” (p.275)

Il volume costituisce pertanto un’ottima guida per chi intende iniziare lo studio, su un piano scientifico, del populismo nei confini storici della contemporaneità studiato come sistema di pensiero caratterizzato da due elementi: “a) la valorizzazione del popolo porta ad una concezione unica della comunità immaginata; b) il populismo, proprio perché si propone di difendere il popolo, possiede un carattere reattivo.” (p.199) Altra caratteristica, che emerge chiaramente da questa ricerca, è la professione di “schemi ideologici antielitari e antisistema (con sistemi organizzativi e mobilitativi orientati) verso strutture flessibili.” (p. 249) Un sistema di pensiero, infine, che per il suo “costante riferimento al popolo, si pone di fatto nel quadro democratico.” (p. 280)

Nell’abbondante letteratura nella quale si dice di fenomeni riguardanti le scienze della politica, non mancano certo le opere di interesse scientifico, alcune delle quali (si pensi agli scritti di Giovanni Sartori) sono di indiscusso valore e fondamentali per lo studioso ai fini di un’attenta analisi della politica intesa come scienza in continua evoluzione. Difettano, invece, gli studi strettamente dottrinali (anche in questo campo il nome di Sartori richiama grandi intuizioni e puntuali analisi teoriche) in cui pratica (attualità politica) e teoria (scienza) si compenetrano, volti e discutere ed a precisare in senso strettamente teorico, cioè nell’ambito di una più generale concezione scientifica degli eventi politici, i presupposti, gli obiettivi ed i risultati a cui sono pervenute alcune esperienze politiche caratterizzanti il nostro tempo. Certamente non si può non riconoscere l’importanza della fondazione teoretica di ogni tema che riguarda propriamente la sfera della politica e pertanto anche di quello che ha stretti rapporti con la realtà storica contemporanea.

Gli Autori di questo saggio, studiosi particolarmente attenti alle questioni riguardanti la scienza della politica, in dense pagine, con chiarezza e competenza tracciano le linee generali di sviluppo del populismo che, si prospetta prima e si rivela poi, teoricamente analizzabile e fondato su due “elementi organizzativi di coesione: a) una leadership carismatica che sfocia spesso in un vero e proprio culto della personalità; b) l’attenzione data a un argomento particolare, l’immigrazione.” (p.255) Inoltre vi è anche una preoccupazione di “giustizia sociale a favore degli emarginati e di chi è rimasto escluso dal progresso.” (p.280) che possiamo considerare quale terzo elemento caratterizzante.

Finalità di questo saggio non risulta essere quella di prendere in considerazione tutte le forme storiche di populismo, che a parer mio si possono rintracciare sin dai tempi della storia politica della Roma Imperiale: un tentativo del genere avrebbe dato come risultato solo una ‘massa informe’ nella quale nessuno studioso si sarebbe potuto orientare.
Gli Autori utilizzano, invece, a livello esemplificativo, la contemporaneità in modo tale che tutti i fenomeni importanti delle singole realtà socioculturali vengono presentati in maniera chiara ed evidenti costituendo un quadro organico del populismo in rapporto alla democrazia oggi. Il populismo viene concepito da Mény e Surel come “tensione ideologica particolare dei regimi democratici, (quindi) si tratta soprattutto di una risorsa utilizzabile dalla maggior parte degli attori politici contemporanei, con livelli di strumentalizzazione diversi a seconda della collocazione degli attori, delle configurazioni politico-istituzionali particolari di ogni paese e della natura dei quadri ideologici legittimi in un determinato settore.” (p.238) Una realtà, evidentemente, profondamente antiliberale che rifiuta “la rappresentanza o (critica) i rappresentanti, (e che considera) il costituzionalismo un ostacolo insopportabile al potere del popolo.” (p. 281)

Il lavoro sviluppato dai due ricercatori viene così a rappresentare una precisa inquadratura dal punto di vista storico-scientifico del populismo all’interno dei sistemi democratici, utilissimo sia per quanti con animo di ricercatori si dedicano alla scienza della politica, sia ai semplici lettori: con il proposito manifesto di illuminare i primi ed interessare i secondi secondo orientamenti ricavati da una integrale valutazione ed analisi del problema.
Con un periodare fluido ed una chiarezza piacevole si cerca di dare risalto alle grandi linee di sviluppo, ai fenomeni caratteristici ed a quanto merita una particolare attenzione, o nei riguardi dello sviluppo generale del fenomeno o nei riguardi delle singole esperienze populiste.

Si evince, pur nello sforzo chiarificatore di questo lavoro, una certa difficoltà nell’essere precisi nel definire il populismo per il suo stretto legame con la parola popolo che ha un’universo semantico, sociale e culturale molto vasto e suscettibile di tante interpretazioni; un termine che ha un grande fascino sull’uomo politico perché questo termine “riesce a essere al tempo stesso vuoto di ogni significato preciso e ricco di accenti retorici” (p. 171); “il <<popolo>> quindi si presta bene a qualunque utilizzazione e a diverse forme di attribuzione, che ne fanno un oggetto molto ambito nel dibattito politico.” (p.172). E’ lecito, come suggeriscono gli Autori, “riprendere sul popolo l’osservazione che Giovanni Sartori applicava alla democrazia: <<una parola pomposa per qualcosa che non esiste>>. I due termini, strettamente legati, condividono infatti un’indeterminazione simile e un’essenza incerta che li rende vulnerabili a qualunque forma di definizione e di strumentalizzazione.” (p. 196)
La tendenza delle formazioni populiste appare quella della ricerca di “un equilibrio costante tra la ricerca di istituzionalizzazione e la propensione alla demonizzazione, che permette di mantenere il carattere atipico e fuori del sistema del partito.” (p.254)
Solo pochi anni fa, gli scritti che si interessavano, da un punto di vista scientifico, dei problemi riguardanti le dinamiche all’interno dei sistemi democratici, ed in particolare in riferimento al populismo, erano estremamente rari. Oggi, invece, è possibile riscontrare nella comunità scientifica un risveglio di studi in questa direzione che vogliono colmare il vuoto denunciato in questo campo nel passato. Il lavoro di Mény e Surel è sicuramente il migliore contributo dato verso questa direzione alla scienza della politica in questi ultimi anni.

Indice

Prefazione, p. 7; Introduzione, p.17
I. Tra costituzionalismo e populismo: l’ambiguità democratica, p. 41
II. Le dinamiche populiste della democrazia contemporanea, p. 85
III. Alle fonti del populismo contemporaneo, p. 125
IV. In nome del popolo, p. 167
V. Populismo e sistemi di partiti in Europa, p. 209
VI. Le mobilitazioni populiste, p. 237
Conclusione, p.275 Bibliografia, p. 293 Indice dei nomi, p. 307

Gli autori

Yves Mény è professore di Scienze Polítiche nell’Istituto di Studi POlitici (París). Attualmente è direttore del Centro Robert Schuman presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Tra i suoi libri: <<Le politiche pubbliche>> (con J.C. Thoening, 1996) e <<Tra utopia e realtà. Una costituzione per l’Europa>> (2000)


Yves Surel è ricercatore presso la Fondation Nationale des Sciences Politiques di Parigi.

Links

www.danpnobre.jor.br/cap3.html
www.cpolitica.com/cp/article.php?sid=34
www.monografias.com/trabajos7/pogo/pogo.shtml
www.claudio-rise.it/editoriali/populismo.htm


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