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Recensioni Filosofiche

Brzechczyn, Krzysztof (a cura di), Idealization XIII: Modeling in History (Poznań Studies in the Philosophy of the Sciences and the Humanities, vol. 97).
Rodopi, Amsterdam-New York 2009, pp. 384, 77,00 €, ISBN 978-90-420-2831-9

Recensione di Giacomo Borbone – 17/02/2011

Idealizzazione, Processo storico, Scienza, Storia

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Nella storia della filosofia della scienza il 1975 rappresenta un anno fondamentale, poiché fu proprio allora che venne alla luce il primo numero dei Poznań Studies in the Philosophy of the Sciences and the Humanities, rivista di filosofia della scienza e di scienze umane fondata dal filosofo polacco Leszek Nowak (1943-2009). Tale rivista, oltre ad essere il principale veicolo di diffusione del pensiero di Nowak come anche della sua scuola, cioè la Scuola di Poznań, rappresenta oggi uno strumento dall’alto profilo scientifico, testimoniato anche dai numerosi volumi monografici dedicati ai principali problemi di filosofia della scienza, all’interno dei quali hanno anche trovato accoglienza saggi ed articoli dei massimi filosofi ed epistemologi occidentali contemporanei.
Com’è noto, l’arco di volta del pensiero di Nowak e della Scuola di Poznań è rappresentato dalla concezione idealizzazionale della scienza, la cui importanza e validità scientifica sono oggi ampiamente riconosciuti. Il punto di partenza delle riflessioni epistemologiche di Nowak è semplice quanto innovativo: egli parte dall’assunto di base secondo il quale vi è una differenza essenziale fra astrazione ed idealizzazione, laddove è quest’ultima ad essere il cuore del metodo scientifico e non la prima, come si credeva comunemente. Nowak individua tale differenziazione a partire dallo studio del Capitale di Marx; questi in effetti utilizza il termine di “astrazione”, ma Nowak lo interpreta più correttamente come “idealizzazione” proprio per distinguerlo dal classico modo empiristico di intendere l’uso dell’astrazione. La differenza fra queste due procedure teoriche consiste nel fatto che mentre l’astrazione viene attuata dall’intelletto umano ricavando concetti universali dalla conoscenza di oggetti particolari (generalizzazione di fatti empirici), invece nell’idealizzazione si procede alla “messa fra parentesi” di aspetti della realtà fenomenica che vengono ritenuti secondari, per invece operazionalizzare funzionalmente quei fattori che si ritengono essenziali.
Partito da questa differenziazione di importanza capitale, Nowak procede poi alla spiegazione di questa pratica scientifica, il cui ruolo consiste nell’esigenza marxiana – a sua volta ereditata da Hegel – di separare l’essenza dall’apparenza, al fine di cogliere quanto vi è di essenziale all’interno di un fenomeno: in ciò consisterebbe anche lo scopo della scienza. D’altronde, se si vuole conoscere un determinato e particolare aspetto della realtà fenomenica non possiamo esimerci dall’operare dei tagli e delle semplificazioni su di essa. Gli scienziati operano con dei modelli e con degli oggetti “ideali” grazie ai quali riescono a cogliere l’essenza dei fenomeni da essi indagati e tale scopo viene raggiunto grazie ad un approccio modellistico che permette loro di superare lo scarto fra realtà ed apparenza; è possibile affrontare la complessità dei fenomeni e della stessa realtà proprio con una tale metodologia, il cui modus operandi può essere brevemente riassunto nei seguenti passaggi che lo scienziato mette in atto nella concreta pratica scientifica. Egli infatti:

a. Introduce delle condizioni idealizzanti;
b. Stabilisce delle leggi idealizzazionali;
c. Gradualmente concretizza ed approssima queste leggi.

Grazie all’approccio idealizzazionale, la scienza abbandona anche il dogma dell’oggettività e del riduzionismo tipico dell’immagine positivista della scienza, poiché si è consapevoli che lo scienziato non mira a darci una rappresentazione fedele di ciò che il mondo è, ma piuttosto una sua immagine quanto più approssimata possibile ad esso.
La tematica dell’idealizzazione nella scienza ha dimostrato la propria fertilità scientifica anche in terreni apparentemente lontani da quello dell’epistemologia; ci riferiamo alla psicologia, alla linguistica, alla storia, ecc.; ed è proprio a quest’ultimo campo delle scienze umane che è dedicato il più recente volume dei Poznań Studies in the Philosophy of the Sciences and the Humanities che qui presentiamo, cioè Idealization XIII: Modeling in History.
Questo numero monografico, che per l’esattezza rappresenta il tredicesimo volume dedicato all’idealizzazione, è stato curato da uno dei principali allievi di Nowak, cioè il filosofo e storico Krzysztof Brzechczyn.
Apre il volume in questione il saggio introduttivo di Brzechczyn, cioè Between Science and Literature; that is the Debate on the Status of History. An Introduction, il quale ben compendia la posizione teorica complessiva tanto della Scuola di Poznań quanto dello stesso Brzechczyn  per quel che concerne il ruolo dell’idealizzazione nella storia. Brzechczyn analizza, alla luce della concezione idealizzazionale della scienza, due diversi approcci alla storia; da un lato quello positivista di Carl G. Hempel e dall’altro quello del narrativismo di Hayden White. Mentre Hempel colloca ogni tipo di spiegazione, compresa quella storica, sotto il modello nomologico-deduttivo (il quale non consente alcuna spiegazione mediante il ricorso a leggi idealizzazionali), il narrativismo la considera più vicina alla letteratura piuttosto che alla scienza. L’autore, alla luce della concezione idealizzazionale della scienza, cerca di enucleare i principali limiti e difetti delle argomentazioni di Hempel e White.
Idealization XIII è composto da quattro sezioni: la prima è dedicata all’ontologia del processo storico (Ontology of the Historical Process), la seconda al rapporto fra modellizzazione e metodologia storica (Modeling in the Methodology of History), la terza al rapporto fra modellizzazione e pratiche di ricerca (Modeling in the Research Practice), mentre la quarta sezione è composta dai contributi di alcuni dei maggiori esponenti polacchi della filosofia analitica della storia.
Apre la sezione Ontology of the Historical Process il saggio di Marceli Handelsman (Possibilities and Necessities of the Historical Process), col quale l’autore sostiene la presenza di due fattori fondamentali per lo sviluppo storico, cioè il determinismo, da un lato, e la dottrina indeterministica della pura e libera volontà umana dall’altro. Tra questi due estremi, sostiene l’autore, vi è una vasta area di possibilismo che comprende tutti i diversi modi di percepire il processo storico.
Jerzy Topolski col suo The Activistic Concept of Historical Process attua una ricostruzione del concetto marxiano di processo storico, e sulla base di questo egli cerca di fornire una risposta ai due principali problemi connessi col processo storico cioè: chi è esattamente il soggetto delle azioni umane e la questione della struttura delle azioni umane (azioni di individui, gruppi, ecc.).
Leszek Nowak, in Class and Individual in the Historical Process, tratta quelli che egli considera i due problemi principali concernenti il ruolo dell’individuo nella storia. Secondo Nowak il trattamento di tale problematica presuppone una preliminare distinzione fra “entità globali” (la classe, la nazione, ecc.) ed “entità singolari” nel dominio sociale. Nowak si chiede quindi se le entità globali esistano indipendentemente da quelle singolari (questa è la posizione assunta dall’olismo esistenziale) o se bisogna invece negare tale possibilità (individualismo esistenziale). Alla domanda, invece, relativa a quali fattori sono più importanti nel processo storico (se le entità globali o quelle individuali) Nowak risponde che l’olismo essenziale assegna una primaria importanza alle prime mentre l’individualismo essenziale alle seconde. Sulla base di questa differenziazione Nowak applica il suo materialismo storico non-marxiano (una combinazione dell’individualismo esistenziale e dell’olismo essenziale) al fine di definire il ruolo di un individuo nella storia.
La seconda sezione si apre col saggio di Topolski Idealization Procedures in History. In questo saggio Topolski elenca quattro procedure idealizzazionali che a suo dire vengono impiegate dagli storici e cioè: la fattualizzazione della sorgente materiale, la modellizzazione dell’immagine della realtà passata, l’astrazione narrativa e l’astrazione esplicativa. Segue il saggio di Tadeusz Pawłowski intitolato Typological Concepts in Historical Sciences, col quale egli discute lo status tipologico dei termini consistenti in concetti classificatori che accertano la presenza od assenza di certe proprietà in un insieme di oggetti indagati e concetti comparativi che misurano la loro intensità. Topolski con The Directive of Rationalizing Human Actions, tratta la natura idealizzazionale dell’assunzione di razionalità ed il suo ruolo nella spiegazione del comportamento umano. Segue poi un altro saggio di Brzechczyn, cioè Methodological Peculiarities of History in the Light of Idealizational Theory of Science, col quale l’autore riprende, in forma più estesa, alcuni temi trattati nel suo saggio introduttivo. Egli presenta un’estensione della concezione idealizzazionale della scienza prendendo in considerazione alcune peculiarità delle scienze storiche. Brzechczyn distingue due tipi di strutture essenziali del fenomeno indagato: una struttura essenziale dominata dal fattore principale ed un’altra struttura essenziale dominata da una classe di fattori secondari. Nella struttura essenziale del secondo tipo, l’influenza totale dei fattori secondari sul fenomeno indagato è più grande di quella esercitata sul fattore principale; sebbene il potere dell’influenza del fattore principale sia più grande del potere d’influenza di qualunque fattore secondario preso isolatamente. In questo tipo di strutture essenziali interviene il fattore a cascata. Il fenomeno indagato è soggetto al fattore principale in un dato periodo di tempo. Comunque sia, la graduale accumulazione dei fattori secondari esercita un’influenza più grande sul fattore principale. L’influenza di quest’ultimo viene sbilanciata, metaforicamente parlando, da una cascata di fattori secondari.  In questa situazione, afferma Brzechczyn, le gerarchie del modello principale descrivono l’azione a cascata dei fattori secondari, e solamente il modello derivato ha a che fare con l’azione del fattore essenziale. In questo caso, anche la struttura narrativa muta.
Topolski nel saggio The Model and its Concretization in Economic History prende in esame alcuni tipi di concretizzazione all’interno della storia economica, cioè: la concretizzazione territoriale, quella cronologica, quella quantitativa e quella che soddisfa un modello attraverso i dati d’origine.
La terza sezione (Modeling in the Research practice) si apre col saggio di Henryk Łowmiański, Why did the Polanian Tribe Unite the Polish State?, seguito da alcuni commenti di J. Topolski (Comments). Lo stesso avviene col saggio di Jan Rutkowski, Theoretical Considerations on the Distribution of Incomes in a Feudal System. In seguito troviamo un altro saggio di K. Brzechczyn, The Distinctiveness of Central Europe in the Light of the Cascadeness of the Historical Process, col quale l’autore  utilizza il concetto di “”effetto a cascata” nel processo storico. Seguono poi due saggi rispettivamente di Topolski (The Economic Model of the Wielkopolska Region in the 18th Century) e di Bogusław Leśnodorski (There was not one Causa Efficiens of Poland’s Partition).
Chiude il volume, infine, la quarta sezione (Analytical Philosophy of History. Polish Contributions), all’interno della quale è possibile trovare vari contributi che affrontano problemi classici come quelli relativi alla differenza fra leggi generali e generalizzazioni storiche e diversi modelli di spiegazione causale. Tale sezione contiene i seguenti contributi: Andrzej Malewski-Jerzy Topolski (The Nomothetic versus the Idiographic Approach to History), Stefan Nowak (General Laws and Historical Generalizations in the Social Sciences), Stanisław Ossowski (Two Conceptions of Historical Generalizations), Jan Such (The Scientific Law versus Historical Generalizations. An Attempt at Explication), Andrzej Malewski-Jerzy Topolski (On Causal Explanation in History).
In conclusione, questo volume dei Poznań Studies offre un’ampia panoramica circa il modo in cui è possibile affrontare il legame fra storiografia e metodologia scientifica. La modellizzazione nella storia potrà anche lasciare perplessi molti storici imbevuti di cultura classico-umanistica, ma un loro sforzo nello studio del rapporto fra storia e modellizzazione scientifica sarebbe quanto mai auspicabile.

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K. Brzechczyn, Between Science and Literature: The Debate on the Status of History.

Sezione 1. Ontology of the Historical Process

1. M. Handelsman, Possibilities and Necessities of the Historical Process – 2. J. Topolski, The Activistic Concept of the Historical Process – 3. L. Nowak, Class and Individual in the Historical Process.

Sezione 2. Modeling in the Methodology of History

1. J. Topolski, Idealizational Procedures in History – 2. T. Pawłowski, Typological Concepts in Historical Sciences – 3. J. Topolski, The Directive of Rationalizing Human Actions – 4. K. Brzechczyn, Methodological Peculiarities of History in light of Idealizational Theory of Science – 5. J. Topolski, The Model and Its Concretization in Economic History.

Sezione 3. Modeling in the Research Practice

1. H. Łowmiański, Why did the Polanian Tribe Unite the Polish State? – 2. J. Topolski, Comments on Łowmiański – 3. J. Rutkowski, Theoretical Considerations on the Distribution of Incomes in a Feudal System – 4. J. Topolski, Comments on Rutkowski – 5. K. Brzechczyn, The Distinctiveness of Central Europe in light of the Cascadeness of the Historical Process – 6. J. Topolski, The Economic Model of the Wielkopolska Region in the 18th Century – 7. Bogusław Leśnodorski, There Was Not One Causa Efficiens of Poland’s Partitions.

Sezione 4. Analytical Philosophy of History. Polish Contributions

1. A. Malewski-J. Topolski, The Nomothetic versus the Idiographic Approach to History – 2. S. Nowak, General Laws and Historical Generalizations in the Social Sciences – 3. S. Ossowski, Two Conceptions of Historical Generalizations – 4. J. Such, Scientific Law versus Historical Generalization. An Attempt at an Explication – 5. A. Malewski-J. Topolski, On Causal Explanation in History.

Acknowledgements


L'autore

Krzysztof Brzechczyn, filosofo e storico, è professore di Filosofia presso l’Università Adam Mickiewicz di Poznań (Polonia). Fa parte del comitato editoriale della rivista ufficiale della Scuola di Poznań, cioè i Poznań Studies in the Philosophy of the Sciences and the Humanities, ed ha pubblicato in diverse riviste internazionali in polacco, in inglese, in italiano e in tedesco.

Links

http://poznanstudies.swps.edu.pl/
http://www.staff.amu.edu.pl/~brzech/

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