Filosofia Politica
Marxismo e Nuova Sinistra è il secondo di una collana che prevede la pubblicazione di cinque volumi e raccoglie discorsi e carteggi inediti di Marcuse presi dai materiali presenti nell’archivio Marcuse. Il volume pubblica i contributi principali del teorico della Scuola di Francoforte in merito alla teoria marxista della rivoluzione e al suo riesame di essa negli anni Sessanta (pp. 31-61) e Settanta (pp. 177-275) del Novecento. Lo spartiacque teorico è naturalmente il grande movimento intellettuale e studentesco del Sessantotto. Marcuse non è solo il filosofo della teoria, ma si fa portavoce di quella militanza politica degli studenti nelle rivolte del Sessantotto, con il famoso slogan “Immaginazione al potere”, che considera l’immaginazione come ultimo residuo intellettivo in grado di scalzare il predominio assoluto della ragione e del linguaggio, i quali hanno condotto alla società come la conosciamo: dominata dalla tecnologia e dagli automatismi. La tecnica e il tipo di società che ne deriva è nettamente rifiutata: sia nella declinazione liberale e capitalistica che nella declinazione comunista-sovietica: "La dialettica storica che unisce teoria e prassi, filosofia e economia politica, unisce anche capitalismo e socialismo. È la forza unificante che, come Dunayevskaya ripete, scaturisce non da un sistema dogmatico, ma dalla comprensione della dinamica storica" (p. 37). Il punto messo in rilievo in maniera interessante dalla presente raccolta di scritti inediti è che Marcuse raccoglie la sfida del Sessantotto, la sfida che vede come possibile un cambiamento reale nelle dinamiche sociali (reali). Gli scritti testimoniano appieno l'avventura del pensatore al di là dei sicuri sentieri teorico-accademici e la fatica che comporta una scelta di questo tipo: il dover continuamente calibrare la teoria con la pratica politica (a lui) coeva e attuale: la ‘teoria critica’ della Scuola di Francoforte ne è, appunto, il risultato. Per questo motivo gli scritti stanno anche a testimoniare una profonda ed intrinseca lacerazione (ad esempio il lungo carteggio con Raya Dunayevskaya, pp. 285-353 e la prefazione del 1958 a Marxismo e Libertà, sempre di Raya Dunayevskaya, pp. 33-41): tra la filosofia che si studia nelle università e la filosofia che si vuole far portavoce dei problemi e delle contraddizioni che investono radicalmente la società. Marcuse conclude le Note sulla Nuova Sinistra (pp. 73-82) affermando che "può esserci molto di sbagliato nei radicali, ma sembra che qualcosa sia sbagliato anche nella società contro la quale essi protestano" (p. 82). Purtuttavia, Marcuse fu profondamente criticato dai fautori della ‘Realpolitik rivoluzionaria’, coloro che egli definisce come "studenti arrabbiati" (p. 83). Il punto interessante è che, come nota Raffaele Laudani nella Prefazione al volume, "il suo marxismo era ancora, come ai tempi della giovanile rifondazione, di natura prevalentemente difensiva, volto cioè a salvare la sua «possibilità» dalle contingenze della storia" (p. 11).
Il carteggio con Raya Dunayevskaya apre idealmente il capitolo su Femminismo e Ambientalismo (pp. 139-165) in quanto fu lei la personalità intellettuale che diede origine ad uno dei dialoghi più interessanti e profondi della metà degli anni Cinquanta tra marxismo e il movimento afro-americano, il pensiero post-coloniale e il femminismo. Se entrambi gli intellettuali partono dal punto comune di cercare di attuare un recupero della forma originaria di marxismo a partire dall'eredità hegeliana, orientato verso un ‘marxismo umanistico’, il carteggio testimonia notevoli divergenze di pensiero. Per Dunayevskaya, testimone e portavoce dei conflitti della società americana, la pratica precede la teoria, mentre per Marcuse, portavoce di una cultura che è quella della società europea, è vero il contrario, in una dialettica (insuperabile) tra teoria e prassi.
Ne La liberazione della donna nella società repressiva Marcuse dialoga, sulle basi di Eros e Civiltà, con Peter Furth (pp. 141-152) e afferma, riflettendo sui rapporti tra femminismo e marxismo: "Credo che oggi il movimento di liberazione delle donne sia forse il movimento politico più importante e, potenzialmente, il più radicale che ci sia, anche se la consapevolezza di questo fatto non ha ancora pervaso il movimento stesso nella sua interezza" (p. 153).
Oltre che di femminismo, Marcuse si interessa al problema della difesa delle aree naturali in Ecologia e Critica della Società Moderna (pp. 165-176), proponendosi di "affrontare il tema della distruzione della natura nel contesto della distruttività generale che caratterizza la nostra società, rintracciandone, quindi, le radici negli stessi individui: esaminerò, cioè, - scrive - la distruttività psicologica, interna all'individuo" (p. 165).
Marcuse si fa
portavoce in maniera fondamentale della differenza che intercorre tra
società europea e mondo di lingua anglosassone: non bisogna
dimenticare che il punto di partenza della riflessione marcusiana
è
l'esilio, ovverosia egli parte da tutte quelle inquietanti questioni
e preoccupazioni legate e sollevate dall'avvento e dalla vittoria del
nazionalsocialismo in Germania, e questo diverge nettamente,
storicamente, dalle preoccupazioni della nuova sinistra americana di
cui si fa portavoce in seguito. Non bisogna dimenticare che i paesi
di lingua anglosassone non conobbero il nazionalsocialismo, ma
diverse dinamiche culturali, sociali e politiche (il romanzo 1984
di
George Orwell,
pubblicato
nel 1949,
nonostante
le apparenti similitudini con essa, descrive una società
radicalmente diversa da quella ‘continentale’),
sebbene per
Marcuse e per i teorici della Scuola di Francoforte il nazismo fu il
primo passo, la prima forma storica della “mobilitazione
totale”
che vedeva l'accesso dei molti al benessere derivato dal capitale e
al Welfare
State.
Questo perché è vero che tra liberalismo e socialismo
ci sono
elementi di differenziazione e di contrapposizione, ma a fondamento
di queste due posizioni stanno dei principi che sono identici (ad
esempio uno storicismo che è fondamentalmente una filosofia
della
storia, le cui forme storiche sono scientismo, hegelismo, marxismo)
ed è tale eguaglianza dei principi a renderli l'espressione
del
Pensiero unico della contemporaneità, e a rendere Marcuse un
pensatore estremamente attuale, che ha l'indubbio merito di non aver
mai lesinato il dialogo con le frange più estreme della
rivolta.
Indice
L'autore
Herbert
Marcuse (Berlino, 1898 - Starnberg, 1979) è uno dei fondatori
della
Scuola di Francoforte, assieme a Max Horkheimer e Theodor Adorno.
Lavora dapprima, per la tesi di abilitazione all’insegnamento
universitario con Martin Heidegger a Friburgo, ma a causa della
repressione nazista approda nel 1932 all'Istituto per la Ricerca
Sociale (Institut
für Sozialforschung)
a Francoforte. Nel 1934 emigra negli Stati Uniti. La Scuola di
Francoforte nasce a New York. Tra le sue opere principali ricordiamo:
Ragione
e Rivoluzione
(1941), Eros
e Civiltà
(1955), L’Uomo
a una dimensione
(1964), La
Tolleranza Repressiva (1965),
La
Dimensione Estetica (1968).
LinksSito
ufficiale (in inglese): http://www.marcuse.org/herbert/
Herbert
Marcuse Archive (in inglese):
http://cartoon.iguw.tuwien.ac.at/christian/marcuse/
