silenzio, follia, fenomenologia, arte, psicoterapia
Silenzio e follia sono cugini. Nonostante occupino ambiti diversi, essi sono vicini nella capacità di indicare che qualcosa si è perso. Se il cuore dell'incontro filosofico, da Socrate e Platone, è il dialogo, il silenzio può esserne alterazione e minaccia. Anche la follia è una minaccia, pur se di tipo diverso, al discorso, giacché essa può fare ogni sorta di rumore, stare in silenzio nonché esprimere osservazioni stupefacenti che in ultima analisi non hanno senso: come «il più silenzioso degli uomini» dello Zarathustra di Nietzsche. Follia e silenzio sono cugini perché funzionano come una lacuna nello sforzo umano di stabilire comprensione reciproca e razionale. Tuttavia non ogni silenzio è una minaccia al discorso e al dialogo o è segno di disordine mentale, né ogni forma di pazzia è un pericolo per la socievolezza umana. Da momenti di silenzio può infatti nascere la verità come pure possono nascere casi di comunicazione intensa e esistenziale, allorché l'assenza, scrive Attilio Bertolucci, è «più intensa presenza».
Il
libro di Antonella Garofalo ha origine, come scrive la stessa
autrice, «dalle riflessioni che stimola il silenzio nella
costruzione della relazione terapeutica». Antonella Garofalo
è
infatti psichiatra e
psicoterapeuta oltre che ricercatrice in campo fenomenologico. Il
lavoro che essa produce aprendo la psicoanalisi a prospettive e
risvolti iconologici e filosofici è sicuramente suggestivo
benché
impregnato di un succo di ispirazione fideistica cristiano cattolica
che viene versato a iosa sul lettore senza particolare attenzione o
delicatezza, come una verità ovvia, come dato di fatto
scontato e
evidente, da ognuno riconoscibile, condivisibile, condiviso. Certo,
alcune delle immagini artistiche proposte non possono non
coinvolgere, anzi travolgere, chi le osserva, credenti o non
credenti, come la straordinaria Annunciazione
di Recanati
di Lorenzo Lotto, col rosso dell'abito di Maria e della tunica di Dio
Padre.
Gli occhi turbati dell'angelo, quelli umili e increduli della fanciulla con le manine aperte, tra il meravigliato e l'orante, all'annuncio della prossima maternità, non possono non toccare chiunque: ma da lì ad affermare che la fanciulla è la madre di Dio, è la nostra madre, che conosce tutti i nostri bisogni e vi provvede, attenta a ogni nostra necessità, ecc. ecc. il passo è lungo. E che Giovanni Paolo II sia il padre di tutti, il pastore di tutti, meriterebbe qualche specificazione (tutti coloro che riconoscono di essere cristiani cattolici credenti).

Cercando di astrarre dalla pregiudiziale ideologica, i pregi di questa riflessione sul silenzio sono comunque tanti ed evidenti. Non si dimentichi che il silenzio è divenuto una condizione rara e preziosa della nostra epoca fracassona, dalla quale Arpocrate, il puer mitologico che tiene l'indice davanti alle labbra invitando a tacere, è stato bruscamente estromesso. Tanto prezioso è il silenzio, soprattutto il silenzio positivo nella forma di entità e presenza, che gli è stato perfino dedicato un festival che ha già avuto due edizioni, nel 2005 e nel 2007. Lo studio di Antonella Garofalo, carico delle medesime intenzioni del festival, intende il silenzio come preludio: al suono, alla parola, al rumore, che anch'essi non esisterebbero se il silenzio non fosse. Senza il silenzio non potremmo ascoltare né i suoni né la parola né la musica, e nemmeno potremmo indicare la disposizione all'ascolto propria della relazione terapeutica. Il suono del silenzio infine, ci dice l'autrice, è diverso nel caso del silenzio della morte, del pudore e della vergogna, della sofferenza e della solitudine, o del silenzio della follia, esaminato, sul finire del libro, in alcune immagini artistiche (Il matto di Picasso, La pazza di Giacomo Balla).
In queste figure la dimensione orizzontale propria della capacità relazionale è sacrificata a favore della verticalità di forme sottili e allungate dove relazione e comunicazione sembrano impossibili, e dove soltanto è presente il silenzio della distanza e della follia.
Indice
Presentazione
di Remo Bodei
Note
al testo
Introduzione
Riflessioni etimologiche
Silenzi
biblici
Silenzi
d'Autore
Silenzio
è...Ascolto
Il
silenzio musicale
Il
silenzio nella relazione terapeutica
SGUARDI
A MARGINE DI ICONOGRAFICI SILENZI
IL
SILENZIO DI MARIA
Le sette frasi di Maria
Il silenzio di Giuseppe, imprescindibile Padre
affidatario
SILENZI
CINEMATOGRAFICI
La
Passione di Cristo
di Mel Gibson
SGUARDI SU SANTITÀ E FOLLIA
IL
SILENZIO DELL'ABBANDONO E DELL'ABBANDONARSI
La Madonna
in trono col Bambino di
Giovanni Bellini
e la Pietà
di Michelangelo
La Deposizione
di Caravaggio
IL
SILENZIO DELLA MORTE E DEL MORIRE
Il Compianto
su Cristo morto
di Andrea Mantegna
Il Cristo
velato di
Sanmartino
IL
SILENZIO DEL PUDORE E DELLA VERGOGNA
La
pudicizia
di Antonio Corradini
Il
disinganno
di Francesco Queirolo
IL
SILENZIO COMUNICATIVO DELLO SGUARDO
TRA
NEGAZIONE, PREMONIZIONE ED INCREDULITA'
La Negazione
di Pietro
di Caravaggio
La Vocazione
di San Matteo
di Caravaggio
L'Incredulità
di San Tommaso
di Caravaggio
IL
SILENZIO DELLA SOFFERENZA
Il silenzio sofferto di Giovanni Paolo II
Il Nudo
dolente di
Amedeo Modigliani
Il San
Francesco in estasi
di Francesco Cairo
Il silenzio tragico di Erna
di Karl Hubbuch
IL
SILENZIO DELLA SOLITUDINE
Pubertà
di Edvard Münch
Solitudine
di Mario Sironi
Narciso
di Caravaggio
IL
SILENZIO DELLA PROSSIMITÀ
Psiche
e Amore stanti di Antonio Canova
Il
bacio di Francesco Hayez
IL
SILENZIO DELLE ETÀ DELLA VITA
Giovinezza
e vecchiaia. Allegoria della vanità
di Angelo Caroselli
Ritratto
di Eleonora Albani Tomasi di Simone
Cantarini
Vecchia
orante di Giuseppe Nogari
Ritratto
di vecchia con rosario di Gaetano
Gandolfi
Ritratto
di Barbara Dürer di Albrecht Dürer
Ritratto
di Auguste Forel di Oskar Kokoschka
Tra
il letto e l'orologio di Edvard Münch
IL
SILENZIO DELLA FOLLIA
Il
matto di Pablo Picasso
La
pazza di Giacomo Balla
IL
SILENZIO DELLO SGUARDO RETROSPETTIVO
Chiamata
dei Santi Pietro e Andrea di Caravaggio
Note a margine di Angela Ales Bello e di Bruno Callieri
Elenco delle immagini
Bibliografia
L'autrice
Antonella
Garofalo, medico psichiatra e psicoterapeuta, esercita la professione
nei servizi pubblici. Da anni è impegnata in una lettura
interdisciplinare delle problematiche psichiatriche con uno sguardo
particolare all'antropofenomenologia che tratta facendo riferimento
all'arte. Collabora con il Centro Italiano di Ricerche
Fenomenologiche di Roma, affiliato al The World Phenomenology
Institute, e con studiosi di diversa estrazione culturale. Autrice di
diversi contributi e saggi, per l'ETS ha pubblicato il saggio Tempi
e spazi della cura. Riflessioni di uno psichiatra sui Servizi di
salute mentale
(2008). Cura per ETS la collana di Psicopatologia e fenomenologia
Incontri ed
è direttore del Centro Studi di Psicopatologia, Fenomenologia,
Psicoterapie Edith
Stein.
LinkSito
dell’Associazione Edith Stein - Onlus
www.edithstein.org
