Filosofia della mente (Neurofenomenologia)
I quattordici scritti contenuti in questo volume, rispettivamente di Jean Petitot, Giuseppe Longo, Jean-Luc Petit, Carmelo Calì, Federico Leoni, Alberto Giovanni Biuso, Natalie Depraz, Franco Bertossa e Roberto Ferrari, Vittorio Gallese, Laura Boella, Roberta De Monticelli, Maurizio Ferraris, Mauro Maldonato, Domenico Jervolino, sono proposti all’insegna del saggio di Francisco Varela dal titolo ‘Neurofenomenologia. Un rimedio metodologico al “problema difficile”’. Anche il titolo di questo importante libro collettaneo curato e introdotto da Massimiliano Cappuccio per il primo volume della collana ‘La vita pensata’ diretta da Roberta De Monticelli prende le mosse dalla proposta fenomenologica di Varela di dare alla filosofia ‘rigore’ e ‘anima’ mediante una embodied cognitive science capace di coniugare le diverse espressioni dell’umano e del suo essere nel tempo, trattando ‘la mente e il mondo come realtà che si sovrappongono reciprocamente, da cui la denominazione qualificante di scienza cognitiva incarnata, situata o generativa (enactive)’ (p. 87). I saggi proposti sono eterogenei, ma il fil rouge che li lega è il comune tentativo di dare risposta al progetto di ricerca inaugurato dal libro del 1991 The Embodied Mind di Varela, Thompson, Rosch, sintetizzabile nei termini di ‘sfida all’esperienza cosciente’.
Il primo obiettivo (su tre) che si propone il volume è di definire e misurare l’eredità del lavoro di Varela (p. 20). La tradizione filosofica di partenza è quella europea della fenomenologia, soprattutto Husserl e Merleau-Ponty, unita alla moderna scienza cognitiva, alle scienze naturali e a pratiche meditative della sapienza orientale. Non deve stupire l’ambizione interdisciplinare del progetto: ciò che unifica i molteplici ambiti nello studio di una scienza della coscienza e dei sistemi complessi è la struttura dell’esperienza umana. Il tentativo della neurofenomenologia (o fenomenologia neuro-psico-evolutiva) è di trovare un rimedio alla frattura epistemologica e gnoseologica osservabile tra esperienza vissuta in prima persona da un lato e il resoconto dell’interazione tra gli oggetti studiati in terza persona dalla scienza dall’altro. Su questo percorso di ricerca sono cinque i concetti fondamentali introdotti da Varela (puntualmente analizzati nella Introduzione da Cappuccio): autopoiesi (p. 20), enazione (p.23), embodyment (p. 25), emergenza (p. 27) , vincoli reciproci e passaggi generativi (p. 30).
Il secondo obiettivo è di documentare lo stato della ricerca neurofenomenologica, già vivace all’estero, in Italia. Si cerca di mostrare il ventaglio delle possibilità di ricerca attualmente presenti nella comunità scientifica, con tutta la ricchezza delle differenze prospettiche proposte dai sei settori tematici all’interno dei quali sono raccolti i saggi: matematismo e formalizzazione, corpo vivo e percezione spaziale, metodologia di ricerca in prima persona, intersoggettività ed empatia, ontologia fenomenologica e naturalizzazione, temporalità e coscienza. Essi sono la cartina di tornasole che tenta di far reagire la sfida della fenomenologia intesa come ‘naturalizzazione’, sulla scia di un’importante corrente di studi che risale in Italia ad Antonio Banfi e ad Enzo Paci, coloro che inaugurarono la tradizione husserliana nella penisola. E in linea con quanto detto, il terzo obiettivo del volume è di affinare gli strumenti di ricerca sul fondamento esperienziale e dunque di studiare le condizioni trascendentali della possibilità delle scienze naturali per cui ‘non è sbagliato affermare in linea di massima che tra una forma di accesso trascendentale alla conoscenza e una forma di accesso di tipo naturalistico-sperimentale deve sussistere un legame di continuità legittimo, basato sulla relazione costitutiva che articola la coscienza umana dai primi atti esplorativi dell’esperienza corporea elementare fino alla teorizzazione delle più complesse e raffinate costruzioni oggettivanti delle scienze’ (p. 43).
Perché una scienza della mente come sfida all’esperienza cosciente? Il ricercatore in questa nuova prospettiva costituisce attivamente gli oggetti del proprio sapere essendo ad essi incorporato e trovandosi sempre in ultima istanza di fronte allo scacco del fondamento: ‘[...] Non vi è alcun posto in cui si possa gettare l’ancora e dire “questo è il punto in cui la percezione è incominciata; questo è il modo in cui è stata fatta”’ (p. 52). Da qui Varela sottolinea, oltre agli aspetti più tecnici, l’importanza della dimensione etica della ricerca scientifica, per cui il fondamento è e va mantenuto inabitabile; dunque l’attenzione si sposta dal problema della verità proprio del platonismo e della metafisica in senso tradizionale al fatto che il filosofo e lo studioso delle scienze ‘dure’ possono rispondere solo ad appelli storico-destinali, perché non si hanno, in fondo, altri punti di appoggio che l’essere spazio-temporalmente collocati in una prospettiva di costante apertura. In altri termini, c’è sempre la coscienza dello scienziato e la coscienza che lo scienziato studia. Sul telos della neurofenomenologia, le parole di Varela sono chiare: ‘Non esiste un metapunto di vista rispetto al quale giudicare e rendere omogenee le differenze che intercorrono fra i punti di vista, e tantomeno le loro contrapposizioni. Queste differenze e queste contrapposizioni sono irriducibilmente costitutive dei domini cognitivi dei punti di vista dati. [...] Il problema non è più quello di rendere omogenei e “coerenti” differenti punti di vista; diventa quello di comprendere come punti di vista differenti si producano reciprocamente’ (p. 56).
La
raccolta è dunque accomunata da tutte queste prospettive di
sicuro nonché attuale interesse di ricerca. Si tratta di
mantenere aperto il senso dell’umano, di come l’uomo può,
in quanto humanitas,
agire e condursi, il che significa anche tornare ad un sapere come
frutto di esercizio e applicazione costanti e sempre in
fieri: una
ricerca fatta di ‘rigore’ e ‘anima’, appunto. Va infine
sottolineata l’indubbia importanza di questo volume per la vivacità
di ambiti e prospettive di ricerca e dunque di tutti i saggi in esso
proposti, i quali hanno, fra gli altri, il merito di dibattere anche
in Italia una proposta teoretica ed epistemologica tra le più
feconde degli ultimi decenni. La finalità operativa della
neurofenomenologia è rispondere all’hard
problem di
ogni
filosofia della mente, il rapporto tra il cervello e la coscienza, ma
il suo obiettivo forse più ambizioso consiste nel superamento
delle due culture, nel rendere le cosiddette scienze umane e quelle
naturali parti dell’unico discorso umano sul mondo. È
significativo, in questo senso, che non sia un filosofo ma un
neuroscienziato (Gallese) ad affermare che è ‘molto più
interessante fenomenologizzare le neuroscienze cognitive che
naturalizzare la fenomenologia’ (p. 294).
Indice
La
vita pensata (di Roberta De Monticelli)
Prefazione (di Mauro Ceruti e Luisa Damiano)
Introduzione (di Massimiliano Cappuccio)
Neurofenomenologia. Un rimedio metodologico al ‘problema difficile’ (di
Francisco J. Varela)
Sezione I: matematismo e formalizzazione
La svolta naturalista della fenomenologia (di Jean Petitot)
La ragionevole efficacia della matematica e le sue origini cognitive
(di Giuseppe Longo)
Sezione II: corpo vivo e percezione spaziale
La spazialità originaria del proprio corpo. Fenomenologia e
neuroscienze (di Jean-Luc Petit)
Neuroestetica e fenomenologia. Per una teoria fenomenologica della
percezione pittorica (di Carmelo Calì)
Il gesto fotografato. Note per un’archeologia della neurologia (di
Federico Leoni)
Il corpo come macchina semantica. Una prospettiva fenomenologica
sull’intelligenza artificiale (di Alberto Giovanni Biuso)
Sezione III: metodologia di ricerca in prima personale
Mettere al lavoro il metodo fenomenologico nei protocolli sperimentali.
‘Passaggi generativi’ tra l’empirico e il trascendentale (di Natalie
Depraz)
Meditazione di presenza mentale per le scienze cognitive. Pratica del
corpo e metodo in prima persona (di Franco Bertossa e Roberto Ferrari)
Sezione IV: intersoggettività ed empatia
Corpo vivo, simulazione incarnata e intersoggettività. Una prospettiva
neuro-fenomenologica (di Vittorio Gallese)
L’empatia nasce nel cervello? La comprensione degli altri tra
meccanismi neuronali e riflessione filosofica (di Laura Boella)
Sezione V: ontologia fenomenologica e naturalizzazione
Persona e individualità essenziale. Un dialogo con Peter Van Inwagen e
Lynne Baker (di Roberta De Monticelli)
Perché è meglio che la sintesi sia passiva. Trascendentalismo e
naturalizzazione (di Maurizio Ferraris)
Sezione VI: temporalità e coscienza
Coscienza della temporalità e temporalità della coscienza (di Mauro
Maldonato)
Ricoeur: la fenomenologia della memoria e il confronto con le scienze
cognitive (di Domenico Jervolino)
Bibliografia (a cura di Carla Taglialatela)
Indice dei nomi
Gli autori
Il
curatoreMassimiliano
Lorenzo Cappuccio alterna la propria attività di ricerca tra
le Università di Milano, Pavia e Parigi. Ha fondato e dirige
assieme a Matteo Bianchetti e Erasmo Silvio Storace la rivista Chora,
laboratorio di attualità, scrittura e cultura filosofica.
Dirige inoltre assieme a Laura Querici la rivista di scienza,
filosofia e cultura Dedalus,
che ha un approccio metodologico interdisciplinare. Ha curato i
seguenti volumi: Dentro
la matrice. Filosofia, scienza e
spiritualità in Matrix (Alboversorio,
Milano 2004), L’eredità di
Alan Turing. 50 anni di intelligenza artificiale. Ha
scritto innumerevoli saggi, tra cui ricordiamo Alan
Turning: l’uomo, la macchina, l’enigma. Per una genealogia
dell’incomputabile (Albo Versorio,
Milano 2005).
LinksIl saggio di Francisco Varela Neurofenomenologia, una
soluzione
metodologica al “problema difficile”:
http://www.oikos.org/varelaneurofenomenologia.htm
Wikipedia su Francisco Varela:
http://en.wikipedia.org/wiki/Francisco_Varela
Wikipedia su Embodied Philosophy:
http://en.wikipedia.org/wiki/Embodied_philosophy
Intervista a Francisco Varela per l’Enciclopedia Multimediale delle
Scienze Filosofiche di Rai Educational:
http://www.emsf.rai.it/interviste/interviste.asp?d=452
Home page di Evan Thompson con un’ottima selezione di Links:
http://individual.utoronto.ca/evant/
Home page di Antoine Lutz: http://brainimaging.waisman.wisc.edu/~lutz/
Home page dell’Associazione culturale Albo Versorio per le riviste
‘Chora’ e ‘Dedalus’: http://www.alboversorio.it/
Home page dell’Associazione culturale Asia:
http://www.associazioneasia.it/
LabOnt (Laboratory for Ontology): http://www.labont.it/
