Filosofia teoretica (tempo, identità), Filosofia politica, Filosofia della storia, Antropologia, Storia della filosofia (contemporanea)
Non è
difficile motivare
la lettura di un libro come Tempo e identità: il volume di
Cassinari,
come sostiene Remo Bodei nell’introduzione, offre un ricchissimo campo
di
riferimenti, assunti sempre in modo originale e perciò interessante,
riuscendo
nel contempo a seguire una propria linea interpretativa e portando
avanti un
lucido, autorevole e appassionato percorso filosofico. Si potrebbe dire
che
quest’opera articola le possibili declinazioni di una tetratomia
concettuale
(tempo e identità, storia e mito) al fine di verificarne gli esiti. Gli
autori
messi in gioco attraverso queste categorie, a volte con pochi o nessun
precedente in tale ottica, sono moltissimi: è coinvolta buona parte del
pensiero filosofico e antropologico, ma anche storico e politico,
contemporaneo.
Tento di
ricostruire molto
sommariamente la struttura teoretica del libro. La ragione storica si
autocomprende e si legittima mediante una petizione di principio: si
pone come
superamento di un’origine, di un passato mitico che essa stessa
individua.
Allora è necessario pensare se esistono modalità alternative a quelle
della
ragione storica per pensare l’esperienza temporale: è la temporalità
mitica,
della quale l’antropologia può fornire numerosi esempi. Di conseguenza,
la
comprensione storica del tempo si dimostra relativa, e il suo carattere
assoluto
è frutto di un’operazione ideologica effettuata dalla volontà politica.
Ciò che
sembra necessario (l’accesso alla comprensione del tempo come storia) è
in
realtà un particolare divenuto arbitrariamente universale, è il
prodotto di un
meccanismo interpretativo selettivo che occulta la propria genealogia e
funzione. Il filosofo che intenda lasciare intatta questa risoluzione
del tempo
nella storia rivelerebbe quale limite del proprio pensiero tale
presupposto
indiscusso. Per fare un esempio, tale risoluzione è alla base
dell’esigenza
heideggeriana di oltrepassamento della metafisica, esigenza che prevede
proprio
un modello di tempo irreversibile e ordinato in passato, presente e
futuro.
L’impostazione heideggeriana, che pone l’uomo come fenomeno originario
per
fondarne il legame con la storia, è ripresa da Hyppolite e Bataille,
che
pensano la storicità attraverso la finitezza del soggetto.
Merleau-Ponty,
invece, sostituisce il concetto di singolo uomo con quello di comunità:
facendo
intervenire l’intersoggettività anch’egli prova a ovviare alla
questione
lasciata aperta da Heidegger. Resta il fatto che tutti questi filosofi
non
riescono a pensare, e dunque a eludere, il fondamento heideggeriano del
tempo
inteso come storia: essi pensano dall’interno di tale nozione.
L’elemento
filosofico
critico cui ricorre Cassinari è esplicitamente nietzscheano: il
filosofo tende
a estendere arbitrariamente l’ambito di competenza delle proprie
categorie,
facendone le uniche categorie possibili, perdendo di vista i loro
corretti
limiti di applicazione e non potendo così mettere in questione la loro
origine.
In questo caso rimane impensato il reale rapporto tra tempo e identità,
così
come esso viene a costituirsi effettivamente. L’eccezione
antropologica,
allora, svolge una funzione de-ideologizzante, perché presenta una
realtà,
quella della comprensione non storica, ovvero mitica, del tempo. Ma
d’altra
parte, come si è detto, la comprensione mitica del tempo non è che
l’altra
faccia della comprensione storica, perché la storia si origina in modo
dialettico, trovando la propria ragione d’essere rispetto a un’alterità
individuata, ricondotta a sé ed esclusa, resa non valida. La storia è
storia in
quanto non è mito, non è fantasticheria: in Tucidide questo proposito è
dichiarato.
La prospettiva storica è dunque inaggirabile, come il contraddittorio
epilogo
del pensiero storico di Nietzsche farebbe supporre? Invece, ed è questo
il
contributo di Cassinari al problema, va pensato ciò che sta all’origine
della
dicotomia storia-mito: si tratta della “dinamica di legittimazione”,
vale a
dire la connessione tra il configurarsi dell’identità e la percezione
del
tempo. Un’identità nasce e si realizza in rapporto a una peculiare
forma di
temporalità, storica o mitica, che le è necessaria e che contribuisce
ad
attivare. Si può dunque affermare il primato dell’identità sul tempo: è
l’istanza identitaria a plasmare la temporalità. Dunque la dinamica di
legittimazione, “condizione trascendentale di possibilità
dell’esperienza
storica”, permette di pensare l’origine della temporalità storica e di
metterla
finalmente in questione, evitando i fraintendimenti nei quali sono
incorsi i
filosofi menzionati.
Flavio
Cassinari, memore
della lezione heideggeriana, utilizza un metodo esegetico serrato,
tramite il
quale riesce a mettere in luce le dinamiche di funzionamento dei vari
approcci
teorici svelandone il tratto dogmatico, il punto cieco che ne decide
l’economia. Ogni autore preso in considerazione nel corso del libro
fornisce
strategie di pensiero per valutare e portare avanti le questioni poste
dall’autore che lo precede, promuovendo un’indispensabile integrazione
tra
filosofia teoretica e storia della filosofia. Risulta evidente come il
legame
tra tempo e identità possa concernere le teorie filosofiche: un
filosofo deve
situare il proprio pensiero, trovargli una collocazione opportuna nella
storia
della filosofia, e perciò deve fornire una propria interpretazione di
quest’ultima.
Più che
individuare
l’“impensato” del libro di Cassinari, opera straordinariamente
esauriente, si
può suggerire una possibile direzione di sviluppo del rapporto tra
tempo e
identità, che potrebbe riguardare la temporalità dell’inconscio.
Prefazione di
Remo Bodei
Premessa
Introduzione:
La storia
come modalità di esperienza del tempo
I - La storia e il suo altro
II - Storia e mito come prassi
III - L’antinomia del soggetto
IV – Soggetto e soggetti: individuale e collettivo nell’esperienza
storica
V – L’eredità del passato: umano contra storico?
VI – Oltrepassare:
l’ideologia storica
VII – La struttura della realtà storica
VIII – Il tempo mitico
IX – L’identità mitica
X - Dall’identità mitica a
quella storica (e viceversa)
XI - La dinamica di
legittimazione come configurazione temporale dell’identità
XII - La dinamica di legittimazione come forma trascendentale di storia
e mito
Conclusioni: La temporalità come fenomeno identitario
Appendice: Identità, tempo, libertà
Riferimenti
bibliografici
Indice
analitico
Indice degli
autori
Flavio Cassinari è ricercatore di Filosofia Teoretica presso l’Università di Pavia, dove insegna Ermeneutica Filosofica. Tra le sue opere, oltre a numerosi saggi in riviste e opere collettive, ricordiamo: Definizione e rappresentazione. Antropologia e metafisica nell’interpretazione heideggeriana di Kant (Milano 1994); Martin Heidegger: il pensiero poetante. La produzione lirica heideggeriana 1910-1976 (Milano 2000); Dalla differenza al soggetto. Note per un’antropologia metafisica della storia (Milano 2000); Passato e presente. La comprensione ermeneutica della storia come paradigma per la fondazione delle scienze umane (Perugia 2000); Mondo, esistenza, verità. Ontologia fondamentale e cosmologia fenomenologia nella riflessione di Martin Heidegger (1927-1930) (Napoli 2001). Ha tradotto e curato l’edizione italiana di H. Ott, Martin Heidegger: sentieri biografici (Milano 1990) e di H.P. Duerr, Tempo di sogno. Sui limiti fra dimensione della natura selvaggia e processo di civilizzazione (Milano 1992).