Storia della filosofia (antica)
Emidio
Spinelli compie, nei riguardi dell’oggetto della sua indagine - lo
scetticismo antico, ovvero quella «corrente di pensiero o
agoge» (p. 2) che si sviluppò in Grecia nei
secoli IV e III a.C. – un’operazione che si compone di tre
movimenti. Spinelli circoscrive lo scetticismo in quello che
storicamente è stato; nelle stesse parole che usa con
riferimento alle intenzioni sottese a uno dei sei capitoli che
compongono il suo libro, afferma: «Mi pare giusto, anzi
storiograficamente e concettualmente opportuno restituire al Cesare
scettico quel che è suo» (p. 134). Per fare ciò,
e siamo al secondo movimento, centra il discorso
prevalentemente sulla filosofia di Sesto Empirico (Mitilene, 180 a.C.
- Atene, 214 a.C.), «il più fecondo e ricco autore
scettico-pirroniano a noi noto» (p. 114). Per essere più
precisi, Spinelli concentra la sua attenzione sui tre libri dei
Lineamenti pirroniani, opera nella quale Sesto «si
impegna non solo a difendere l’indirizzo pirroniano da accuse e
fraintendimenti, più o meno malevoli, ma nel far questo si
sforza di definire “il programma dello scettico”» (p. 135).
Infine, terzo movimento, Spinelli utilizza le due operazioni suddette
per consegnare alla nostra attenzione una filosofia (quella scettica)
assurta «a oggetto d’indagine di prim’ordine, soprattutto
per gli stimoli intellettuali che [offre …] e per le sorprendenti
affinità che [mostra…] rispetto a tematiche e metodologie
care anche alla ricerca filosofica contemporanea» (p. ix). Una
volta stabilito che, per lo scettico, «la prima tappa [è…
la speranza di conquistare l’imperturbabilità, a fronte di
una condizione conoscitiva sentita come problematica e
“fallimentare”» (p.136), Spinelli ci informa che per gli
scettici «la strada, sottratta […] a qualsiasi rigida
connessione del tipo causa-effetto, per giungere
all’imperturbabilità» (p. 29) o ataraxia è
la «pratica delle sospensione del giudizio o epochè»
(ibid.). Tramite i dieci tropi (o modi) di sospendere il
giudizio proposti da Sesto, lo scettico perviene a una «capacità
di individuare o, se è il caso di produrre discorsi in
reciproco conflitto» (p. 137). «Questo abito filosofico -
dice Spinelli –sembra […] rappresentare l’antidoto
sempre a portata di mano contro ogni forma di dogmatismo»
(ibid.). Antidoto che Sesto puntualmente applica lungo il
corso della sua opera. Ora, giungere all’ataraxia potrebbe
voler dire (per l’accusa di stampo dogmatico) «paralizzare
[…] ogni tipo d’azione […] rendere impossibile qualsiasi scelta
o rifiuto […] propugnare […] una sorta di pericoloso, contagioso
“oblomovismo” che, trasformandoci in immobili piante, finirebbe
con il legittimare chi della nostra vita vorrebbe fare un capitolo di
un manuale di botanica» (p. 133). Spinelli però ci
avverte che, in realtà, le cose non stanno affatto così:
«Il raggiungimento del telos o summum bonum [si
situa…] per il pirroniano sul terreno dell’accettazione di
passioni elementari e vitali cui nessuna forza razionale può
opporsi» (p. 135). In questo senso viene alla luce pure quella
che è la vera radice oltre che dello stesso termine
«scetticismo», anche del senso globale di tutta la
filosofia scettica: la ricerca (sképsis vuol dire
appunto «ricerca»). E viene altresì alla luce
un’alternativa possibile al puro e semplice vegetare (dell’accusa
dogmatica): «Un’alternativa che consente […] di vivere nel
senso più completo del termine e di operare egualmente scelte
e rifiuti» (p. 143).
Premessa
Capitolo
I: Gli scetticismi antichi: uno schizzo introduttivo
Capitolo
II: Dieci tropi scettici
Capitolo
III: Induzione e definizione: Contro la logica dogmatica
Capitolo
IV: Non scire per causas…
Capitolo
V: Comprensione filosofica e prassi comunicativa
Capitolo
VI: “Fatti non foste a viver come scettici…”
Avvertenza
Nota
bibliografica
Indice
dei luoghi citati
Indice
dei nomi antichi
Indice
dei nomi moderni
Emidio Spinelli insegna Storia della filosofia antica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza”. Collabora alle attività di ricerca dell’ILIESI-CNR (Roma). Ha pubblicato numerosi articoli su diversi temi di filosofia antica, con particolare attenzione allo scetticismo. Ha tradotto e commentato: Sesto Empirico, Contro gli etici (Bibliopolis, Napoli, 1995) e Sesto Empirico, Contro gli astrologi (Bibliopolis, Napoli, 2000). Ha inoltre curato l’edizione italiana di Hans Jonas, La domanda senza risposta. Alcune riflessioni su scienza, ateismo e la nozione di Dio (Il Melangolo, Genova, 2001).