Filosofia teoretica (fenomenologia), Storia della filosofia (contemporanea)
Per una filosofia che non serve: nella duplice accezione dell’utilità
e dell’asservimento. La filosofia per e di Simone Weil consiste proprio nel
gesto ultimo del pensiero assoluto, sciolto da qualsiasi legame funzionale
e da ogni sottomissione ad altro, sia questo altro il dato scientifico, la
necessità umana di avere chiarimenti, piuttosto che l’esigenza di un’ideologia
che tutto spieghi e che tutto integri in sé stessa.
Il saggio di Rita Fulco si sottrae alla facile trappola di una ricostruzione
“biografica” del pensiero di Simone Weil, preferendo invece dedicarsi esplicitamente
alla messa in rilievo dei motivi filosofici più rilevanti. Offre così
al lettore la reale possibilità di avvicinarsi alla pensatrice ebrea,
a partire da alcune macrocategorie capaci di sintetizzare i punti nodali di
un pensiero la cui asistematicità è fonte sia di complessità
che di profonde suggestioni. L’ottima scelta dei passi citati è, insieme
all’ampiezza dedicata a ciascun concetto, invito a una lettura che scorre
piana e sempre interessante anche per il lettore che non ha mai avvicinato
la vasta opera di Simone Weil.
Nella prima parte del saggio è ripercorsa la lunga strada che portò
Weil alla definizione di un metodo di indagine, culminante nella nozione di
lettura, che tenesse insieme le esigenze di rigore e precisione con quella,
costante specifica weiliana, del lasciar parlare l’oggetto senza soffocarlo
in spiegazioni preconcette o conclusioni affrettate. Il debito con Cartesio,
ritenuto con Kant e Platone un “vero filosofo” poiché generatore di
un pensiero che non ha soffocato la complessità dentro uno schema (a
differenza di Aristotele e Hegel), è ricostruito dall’autrice a partire
dall’entusiasmo della giovane Weil fino alle critiche profonde della maturità.
La degenerazione di Cartesio, che ha fatto del suo metodo uno strumento funzionale
alla scienza, è l’iterarsi di un errore proprio della metafisica occidentale,
asservita al dato apparente e presuntuosa di avere capito tutto ciò
che vi era da capire. Il compito del pensiero è, per Simone Weil, quello
di leggere il reale senza “cannibalizzarlo”: la lettura è cosa complessa,
richiede tempo e disponibilità a lasciarsi sorprendere ogni volta dalla
poliedricità di prospettive che si intersecano nel medesimo fenomeno.
La giustizia non sta nel trovare la chiave unica di comprensione del reale,
è questa una dolorosa impossibilità, consiste piuttosto nel
lasciarsi sorprendere dal fatto che la realtà possa non essere quel
che si era letto a un primo sguardo. Condizione di possibilità della
lettura è per Weil l’attenzione: la fissità dello sguardo che
non rinuncia a guardare ciò che desidera conoscere, ma che a esso resta
fedele nella certezza che il tempo manterrà la promessa per colui che
non avrà desistito dal suo sforzo. E lo sforzo del pensiero non è,
come dice bene un passo tratto da L’attesa di Dio, lo sforzo muscolare volontaristico,
ma è quello di una sposa che dice sì, che docilmente riconosce
l’uomo accanto a lei come colui che sempre ha atteso e che da sempre era lì
per lei. Il metodo di conoscenza avviene entro l’imprescindibile dimensione
affettiva che orienta lo sguardo e che fa da guida all’attenzione.
Tale gnoseologia corrisponde a una precisa concezione ontologica, oggetto
della seconda e della terza parte del saggio, in cui il reale non appare come
un dato cosificato, ma vive entro l’intreccio fra naturel e surnaturel. L’antico
làscito della tradizione platonica prima e medievale poi, che legge
nell’unità dei trascendentali di vero, bello e bene la struttura propria
dell’essere e di ogni ente, fino alla coincidenza del bello assoluto con Dio,
è ripresa da Simone Weil all’interno della sua chiara impostazione
fenomenologica. L’ontologia non è qui la ricostruzione di un oggetto
- fosse anche l’oggetto del soprannaturale - ma è la descrizione della
propria esperienza in tutta la sua profondità, tanto da avvicinare
il pensiero filosofico alla mistica delle grandi sante medievali, così
come alle esperienze più profonde della sapienza orientale, dai Veda
allo Zen e ancora all’Esicasmo dei Padri del deserto, di cui la Weil fu grande
conoscitrice. Lo Yoga, “unione” nel suo significato letterale, è un
esempio di un pensiero, che avendo compreso l’intreccio fra naturel e surnaturel,
non esita a trasformarsi in gesto di tutto il corpo, in fisicità carica
di riflessione.
Il fondamento della morale sta nella coppia concettuale di riconoscimento
e corrispondenza: l’azione giusta non è l’adeguare il proprio agire
a una norma estrinseca, qualsiasi essa sia, così come non consiste
in un imperativo categorico dimorante nella propria interiorità; la
giusta azione è sempre quella che riconosce il limite fra naturel e
surnaturel insito in ogni aspetto del reale e nel riconoscerlo gli corrisponde,
lo lascia essere senza travalicarlo e senza annullarne l’ambivalenza. La complessità
del reale si traduce nell’opera di Simone Weil in un intreccio impossibile
a dipanarsi tra dimensione gnoseologica, morale, politica ed estetica, il
cui baricentro dimora interamente nell’unità della coscienza spalancata
sul mondo.
Prefazione
Introduzione
PARTE PRIMA: UNO SGUARDO SULLA VIA DELL’OCCIDENTE: CON ALAIN DA CARTESIO A
PLATONE
I. La gnoseologia nei primi scritti filosofici (1. Percezione e realtà;
2. Dubbio e conoscenza; 3. Esistenza ed intenzionalità; 4. Immaginazione;
5. Tempo ed estensione; 6. Una finestra sull’etica)
II. Sulle tracce del metodo (1. Interrogando la scienza; 2. Dai quanti alla
ragione strumentale; 3. L’incanto dei greci e il disincanto della tecnica)
III. La lettura: da metodo a via etica e metafisica (1.Conoscere per analogia;
2. Non-lettura e azione non-agente; 3. Sensazioni e letture differenti; 4.
Per una fenomenologia metafisica)
PARTE SECONDA: TRA NATUREL E SURNATUREL: NELLO SPAZIO DELLA DIFFERENZA
I. Le Naturel: tra necessità e bellezza (1. Il mare e l’anima; 2. Attaccamento
e gravità. 3. Obbediente corrispondere; 4. Il vuoto e i ponti)
I. Il limite: vigilanza e metaxù (1. Illimitato e contraddizione; 2.
Desiderio e infinito; 3. La relazione della differenza; 4. il dolore della
soglia; 5. Attenzione e de-creazione)
II. Il bello: una fenomenologia del soprannaturale (1. L’amante bellezza;
2. L’invocazione del bello. 3. Nel silenzio del vero; 4. Bellezza e amore;
5. L’anima e la porta del bello. 6. L’assente presenza)
PARTE TERZA: IL SORPRENDENTE ATTRAVERSAMENTO
I. Le Surnaturel: luce trascendente e pane quotidiano (1. Il dolore della
conoscenza; 2. Il tempo av-venire; 3. Il luogo dell’interiorità)
II. Il Bene: multiforme acconsentire (1. La logica dell’assurdo: 2. probità
intellettuale e giustizia; 3. Ermeneutica el bene; 4. il Bene e l’anima; 5.
La storia di Mussa; 6. Dipendenza e gravità)
III. Verso un’etica della corrispondenza (1. I beni e la giusta lettura; 2.
Volontà e desiderio, 3. Corrispondenza e riconoscimento)
Nota biografica
Rita Fulco (Messina 1972) è dottore di ricerca in Filosofia e collabora con la cattedra di Filosofia morale dell’Università di Messina. Ha pubblicato saggi e articoli su aspetti e problemi etico-morali della filosofia del Novecento in volumi collettanei e riviste. Tra i più significativi: 'Simone Weil. L'infinito invocare: bellezza e soprannaturale', in Il filo(sofare) di Arianna. Percorsi del pensiero femminile nel Novecento, a cura di A. Ales Bello e F. Brezzi, Mimesis, Milano 2001, pp. 147-164; 'L'istante necessario: tracce per un ethos del tempo' in Tempo sacro e tempo profano, a cura di A. Sindoni e L. De Salvo, Rubettino, Soveria Mannelli 2002, pp. 321-336; 'Etty Hillesum: kairòs e dono assoluto', in Studium, 5/2002, pp. 671-686; 'La malattia per la morte e l'eutanasia. Tentativo di un pensiero ai confini dell'abisso' in Alle frontiere della vita. Eutanasia ed etica del morire/2°, a cura di Marianna Gensabella Furnari, Rubbettino, Soveria Mannelli 2003, pp. 347-358. Attualmente fruisce di una borsa post-dottorato presso l'Università degli studi di Messina ed è impegnata nello studio, su fronti diversi, di Max Scheler e di Sergio Quinzio.
La rassegna stampa dello SWIF su Simone Weil:
http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/weil.htm
Per una sintetica biografia di Simone Weil:
http://www.linguaggioglobale.com/filosofia/donne/weil.htm