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Franzini, Elio - Mazzocut-Mis, Maddalena, Breve storia dell’estetica.
Milano, Bruno Mondadori, 2003, euro 14,50, ISBN 88-424-9609-X.

Recensione di Isabella Ferron - 24/11/2003

Estetica

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Il testo presenta i momenti fondamentali della storia dell’estetica a partire dall’antichità, momento in cui la disciplina acquista gradualmente la consapevolezza della sua unitarietà, avvicinando poi il discorso all’età moderna. In questo modo, il discorso si estende alle questioni estetiche aperte dalle principali correnti filosofiche contemporanee.
Procedendo nella lettura del manuale ci si rende conto che l’estetica in sé occupa un territorio dai vaghi confini e che è pressoché impossibile - e talvolta inutile - voler fissare tali confini in maniera rigida. Si può affermare che la vastità dell’ambito estetico sia da considerare una peculiarità che non conferisce una confusione pragmatica o un disordine costitutivo. Consapevoli della flessibilità e della vastità dell’argomento estetico, gli Autori hanno optato per un percorso tematico che permette di analizzare i vari soggetti nel loro evolversi. Si può ben affermare che il testo assuma, nel suo dispiegarsi, un aspetto dinamico e che solo alla fine del percorso delineato si possa tentare di fornire una definizione dell’estetica che, tuttavia, non potrà mai rispondere, con certezza ontologica, alla domanda che cos’è l’estetica?. Non ha un percorso finalistico, ossia non tende a una verità metastorica, ma si distende lungo una via alla ricerca di verità locali, che si confrontano tra loro in un dialogo che tratta vari atteggiamenti teorici. Se si pensa alle storie dell’estetica, ci si rende conto che tutte sono partite dal tentativo di definire cosa l’estetica sia: nel caso presente si tratta invece di un orientamento verso la regione dell’estetica, per poter garantire una descrizione essenziale senza un atteggiamento prettamente critico-interpretativo.

Il significato del termine ‘estetica’ non va ricercato solo nella sua etimologia, ma richiede una vera e propria chiarificazione, sia nella sua accezione propriamente filosofica che in quella di senso comune. L’origine del termine risale ad Aristotele, che lo conia in giustapposizione a noèta, ossia alla proprietà peculiare degli oggetti del pensiero. Nell’accezione in cui oggi lo conosciamo, nasce nel 1735, quando Baumgarten parla, nelle sue Meditazioni filosofiche su alcuni aspetti del poema, della necessità di trovare una facoltà sensibile inferiore determinata da una logica. Partendo così dalla distinzione tra conoscere sensitivo e conoscere logico, Baumgarten suppone che le conoscenze logiche, poetiche, siano da conoscersi mediante la facoltà conoscitiva superiore, oggetto della logica, mentre le rappresentazioni estetiche siano appunto oggetto dell’estetica: L’estetica […] è la scienza della conoscenza sensitiva (Baumgarten, Estetica (1750), cit. a p. ix).
Dalla definizione baumgartiana, il testo prosegue l’analisi dell’estetica analizzata nella duplicità del termine, sancita anche sul piano della filosofia trascendentale. Per un verso, l’estetica guarda alla conoscenza, per l’altro si riferisce alla funzione delle facoltà soggettive nel momento in cui non si riferisce alla rappresentazione dell’oggetto mediante l’intelletto, bensì per mezzo dell’immaginazione. Consapevoli del fatto che non si possono valutare con i parametri della moderna estetica le origini di una disciplina filosofica che affonda le sue radici nelle fonti della filosofia occidentale, i due autori considerano necessario trovare le tematiche essenziali, sviluppate nell’Antichità, nel Medioevo e via di seguito, le quali formano l’humus su cui l’estetica ancor oggi riconfronta. In questo modo, Franzini e Mazzocut offrono un quadro delle tematiche estetiche trattate dal Medioevo in poi.

Fra le questioni degne di massima attenzione, quella affrontata nel capitolo Linguistica, semiotica, narrazione: da quelle pagine non si tratta più solo d’estetica, ma di quelli che sono i rapporti intrecciati con altre discipline, non solo filosofiche. Il capitolo in questione è di fondamentale importanza, poiché rende evidente la connessione dell’estetica con il linguaggio, fornendo in questo modo una prospettiva più ampia della trattazione delle problematiche estetiche. Da notare infine la bibliografia ragionata, in cui possono trovare dei nuovi spunti di riflessione.

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Indice
Introduzione
Un percorso nell’estetica
Premessa
Il percorso dell’estetica
1. Dall’antichità al Rinascimento (L’arte; Il bello; Il rapporto arte-mimesi)
2. Il Rinascimento (Cesura e dimensione conflittuale; Un’opera da compiere; La leggiadria: fra simulazione e dissimulazione)
3. Dal Barocco al Settecento (Tra Barocco e classicismo; La disputa tra antichi e moderni; Il ruolo della filosofia settecentesca; Il problema della bellezza nel Settecento; Arte e Genio; Le regole del gusto; Il battesimo dell’estetica; Vico e il problema dell’arte in Italia; La Critica del giudizio)
4. Idealismo e Romanticismo (Istanze e orientamenti comuni; L’influenza di Fichte; L’elaborazione schellinghiana; L’ironia; L’estetica di Hegel; La poesia; Figure e modelli del Romanticismo)
5. Positivismo, evoluzionismo, estetica psicologica (verso un’estetica come scienza; Tra positivismo ed evoluzionismo; Estetica e psicologismo)
6. Linguistica, semiotica, narrazione (Estetica e linguaggio; La tradizione strutturalista; Dialogo e società; Semiotica ed espressione; Critica e narrazione; La semiologia del testo; L’identità narrativa)
7. L’estetica e le scienze umane (Varietà delle scienze umane; Espressione artistica e dialogo; La scienza estetica; Arte e psicologia; Arte e sociologia)
8. Vitalismo e pragmatismo (Volontà di potenza ed energia creatrice; L’arte come forma e corrente vitale; Esperienza e arte: il pragmatismo di Dewey)
9. L’estetica marxista (La riflessione sull’arte di Marx ed Engels; Tra realismo e rispecchiamento; Arte e società di massa)
10. L’estetica del neoidealismo italiano (L’estetica crociana; Giovanni Gentile e Francesco de Sanctis; Le alternative al neoidealismo: una breve panoramica)
11. Fenomenologia ed esistenzialismo (Husserl e le tradizioni fenomenologiche; Dalla fenomenologia alla filosofia dell’esistenza; Estetica e fenomenologia in Francia e in Italia)
12. Ermeneutica e decostruzionismo (Heidegger e l’origine dell’opera d’arte; Gadamer e le tradizioni dell’ermeneutica; La decostruzione e i maestri del sospetto)
Bibliografia ragionata
Indice dei nomi

torna all'inizioL'autore

Elio Franzini è docente di Estetica e Poetica e Retorica presso l’Università degli Studi di Milano. Si ricordano tra le sue pubblicazioni: L’estetica del Settecento (Bologna 2002), Estetica e filosofia dell’arte (Milano 1999), con Mazzocut-Mis, Le categorie estetiche (Milano 2003);

Maddalena Mazzocut-Mis è docente di Estetica presso l’università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni: Mostro. L’anomalia e il deforme nella natura e nell’arte (Milano 1992), Gli enigmi della forma (Milano 2002), Forma come destino (Firenze 1998)

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Il quaderno di Estetica di SWIF: http://www.swif.uniba.it/lei/estetica/estetica_home_page.htm

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