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Paternoster, Alfredo, Introduzione alla filosofia della mente.
Roma-Bari, Laterza, 2002, pp. X-222, Euro 15,00 ISBN 88-420-6786-5.


Recensione di Luca Malatesti - 06/11/2003

Filosofia della mente

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Il volume fornisce una panoramica introduttiva alla filosofia della mente contemporanea. Come Paternoster mostra chiaramente, si tratta di una disciplina in grande fermento. Negli ultimi anni, la tradizionale discussione filosofica sulla relazione fra mente e corpo è stata notevolmente arricchita da quelle svoltesi nella metafisica e nella filosofia del linguaggio. Il dibattito filosofico contemporaneo sulla mente è inoltre spesso stimolato dai recenti risultati della psicologia cognitiva e delle neuroscienze. Il libro intende essere un’introduzione teoretica e non storica, a differenza del testo di Nannini (Nannini 2002) pubblicato dallo stesso editore. Paternoster presenta i principali problemi discussi nella filosofia della mente, le differenti soluzioni e gli argomenti pro e contro tali soluzioni. La struttura del volume rispecchia puntualmente tale scelta espositiva.

La prima parte tratta del problema della relazione mente-corpo. Dopo brevi cenni al dualismo di Descartes, l’autore presenta le principali varianti del materialismo contemporaneo. Sono illustrati la teoria dell’identità dei tipi, il comportamentismo, l’eliminativismo, e alcune obiezioni a tali dottrine. Il secondo capitolo tratta del fisicalismo non riduttivo. Giustamente, molto spazio è dedicato al funzionalismo, particolarmente nella versione rappresentazionale-computazionale: una dottrina che ha avuto e continua ad avere un grande influsso sulla filosofia e le scienze cognitive. L'idea centrale del funzionalismo è che gli stati mentali siano caratterizzabili nei termini, appunto, della loro funzione. Come un carburatore è definito dal fatto di avere la funzione di miscelare aria e benzina in un motore, così un dolore è uno stato che ha la funzione di causare in un individuo certi comportamenti e stati mentali allorché si verificano certi stimoli nocivi. Il funzionalismo è un approccio non-riduttivo, in quanto stati fisici differenti possono svolgere la stessa funzione, con la quale viene definito uno stato mentale. Il terzo capitolo prende in considerazione il problema di conciliare il fisicalismo non riduzionista con l'assunto secondo il quale gli stati mentali hanno poteri causali. Una tesi metafisica centrale di molti fisicalisti non riduzionisti è che le proprietà mentali sopravvengono su quelle fisiche. Questo significa che necessariamente, se due entità non differiscono nelle loro proprietà fisiche, allora non differiscono neppure nelle loro proprietà mentali. Riprendendo in modo non pedissequo un recente lavoro di Jaegwon Kim (Kim 1998), illustra come l'assumere che le proprietà mentali sopravvengano su quelle fisiche renda problematica l'idea che le occorrenze delle proprietà mentali abbiano un potere causale.
La seconda parte affronta il problema di spiegare come gli stati mentali possano rappresentare il mondo. Vengono esposti i dibattiti filosofici concernenti il contenuto del pensiero e in particolare quelli riguardanti la natura della percezione. Infine, si illustrano i differenti modelli di rappresentazione mentale proposti dagli scienziati cognitivi, discutendo della rilevanza che tali modelli possono avere per la discussione filosofica circa la natura del contenuto mentale. In particolare, Paternoster dà conto della proposta di quanti ritengono che esistano rappresentazioni mentali analogiche. Segue una presentazione essenziale della teoria delle reti neurali e della connessa problematica se le rappresentazioni mentali siano locali o distribuite.
Infine, si accenna alla robotica situata che promuove un’investigazione delle capacità mentali senza ricorrere alla nozione di rappresentazione mentale.
La terza parte del libro affronta le tematiche relative all’organizzazione della mente: la questione di come intraprendere lo studio scientifico della mente (specialmente le linee di rottura e continuità rispetto alla scienza cognitiva classica di recenti programmi di ricerca quali il connessionismo e quelli basati sui sistemi dinamici) e due temi più specifici che riguardano l’architettura della mente. Dapprima sono illustrate le differenti formulazioni dell’ipotesi, resa famosa da Jerry Fodor, secondo la quale la mente è costituita da moduli distinti che eseguono differenti funzioni. Poi si dà conto delle principali spiegazioni delle psicologia del senso comune, vale a dire di quelle capacità cognitive che usiamo ordinariamente nell’ascrivere stati mentali agli altri e a noi stessi.

L’ultima sezione è dedicata al dibattito sulla coscienza fenomenica, che ha sicuramente una posizione centrale nella filosofia della mente contemporanea. Paternoster dapprima introduce la nozione di coscienza fenomenica distinguendola da altri fenomeni che possono andare sotto il nome di coscienza. Poi presenta i principali argomenti filosofici contro l’idea che la coscienza fenomenica sia un fenomeno naturale del tipo di quelli studiati dalla scienza. Sono inoltre discusse le principali obiezioni a tali argomenti e riassunte le differenti posizioni emerse rispetto al problema della coscienza fenomenica. Il capitolo termina con una breve presentazione di due proposte per lo studio scientifico della coscienza fenomenica avanzate rispettivamente dal premio Nobel Francis Crik e dal neuroscienziato Gerald Edelman.

In rarissimi casi la presentazione di alcuni argomenti è tanto sintetica da non essere di facile comprensione. Per esempio, la spiegazione di come l’argomento di Jackson escluda la possibilità che i qualia possano sopravvenire sugli stati intenzionali non sembra molto chiara. Similmente, sostenere che il rappresentazionalismo, la dottrina che riduce la coscienza fenomenica al contenuto rappresentazionale dell’esperienza, non sia basato su veri e propri argomenti appare fuorviante. Tra i cavalli di battaglia del rappresentazionalismo vi sono argomenti che fanno riferimento alla cosiddetta trasparenza dell'esperienza cosciente e a certe analisi semantiche degli enunciati usati nell’attribuzioni d’esperienze (cfr. per es. Tye 2000, cap. III).
In generale, il libro offre un felice compromesso tra precisione e semplificazione richiesta a un volume introduttivo. Il valore didattico e divulgativo del lavoro è sicuramente accresciuto dai riepiloghi posti al termine di ciascun capitolo e dal glossario che copre i principali concetti e dottrine della filosofia della mente. In conclusione, quanti vogliano avvicinarsi alla filosofia della mente contemporanea troveranno in questo ottimo libro uno strumento utile, affidabile e aggiornato.

torna all'inizioIndice

Introduzione
Mente-corpo (1. Due o tre modi di essere materialisti; 2. Il funzionalismo; 3. Cause mentali9
Mente-mondo (1. Il contenuto intenzionale; 2. Percezione; 3. Tipi di rappresentazione mentale)
Mente-mente (1. Architettura della mente; 2. Coscienza)
Riferimenti bibliografici
Glossario
Indice dei nomi

torna all'inizioL'autore

Alfredo Paternoster è professore a contratto di filosofia e teoria dei linguaggi nella facoltà di Psicologia dell'Università di Torino. Ha curato Mente e Linguaggio (Milano 1999), è autore di diversi articoli e di Linguaggio e visione (Pisa 2001).

torna all'inizioLinks

La pagina personale di Alfredo Paternoster:
http://www.vc.unipmn.it/~pater/personale.htm
Materiali introduttivi alla filosofia della mente nel Quaderno di Filosofia della Mente dello SWIF
http://www.swif.uniba.it/lei/mind/topics/introductions.htm
Recensione di Eddy Carli a Nannini, 2002. L’anima e il corpo:
http://www.swif.uniba.it/lei/recensioni/crono/2003-02/nannini.htm
Recensione di Francesco Armezzani a Kim, 1998. La mente e il mondo fisico:
http://www.swif.uniba.it/lei/recensioni/crono/2001-05/kim.htm
Recensione di Luca Malatesti a Tye, 2000, Consciouness, Color, and Content:
http://www.swif.uniba.it/lei/recensioni/crono/2002-12/tye.htm

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