Il volume fornisce una panoramica introduttiva alla filosofia della mente contemporanea. Come Paternoster mostra chiaramente, si tratta di una disciplina in grande fermento. Negli ultimi anni, la tradizionale discussione filosofica sulla relazione fra mente e corpo è stata notevolmente arricchita da quelle svoltesi nella metafisica e nella filosofia del linguaggio. Il dibattito filosofico contemporaneo sulla mente è inoltre spesso stimolato dai recenti risultati della psicologia cognitiva e delle neuroscienze. Il libro intende essere un’introduzione teoretica e non storica, a differenza del testo di Nannini (Nannini 2002) pubblicato dallo stesso editore. Paternoster presenta i principali problemi discussi nella filosofia della mente, le differenti soluzioni e gli argomenti pro e contro tali soluzioni. La struttura del volume rispecchia puntualmente tale scelta espositiva.
La prima parte tratta del problema della relazione mente-corpo. Dopo brevi
cenni al dualismo di Descartes, l’autore presenta le principali varianti del
materialismo contemporaneo. Sono illustrati la teoria dell’identità
dei tipi, il comportamentismo, l’eliminativismo, e alcune obiezioni a tali
dottrine. Il secondo capitolo tratta del fisicalismo non riduttivo. Giustamente,
molto spazio è dedicato al funzionalismo, particolarmente nella versione
rappresentazionale-computazionale: una dottrina che ha avuto e continua ad
avere un grande influsso sulla filosofia e le scienze cognitive. L'idea centrale
del funzionalismo è che gli stati mentali siano caratterizzabili nei
termini, appunto, della loro funzione. Come un carburatore è definito
dal fatto di avere la funzione di miscelare aria e benzina in un motore, così
un dolore è uno stato che ha la funzione di causare in un individuo
certi comportamenti e stati mentali allorché si verificano certi stimoli
nocivi. Il funzionalismo è un approccio non-riduttivo, in quanto stati
fisici differenti possono svolgere la stessa funzione, con la quale viene
definito uno stato mentale. Il terzo capitolo prende in considerazione il
problema di conciliare il fisicalismo non riduzionista con l'assunto secondo
il quale gli stati mentali hanno poteri causali. Una tesi metafisica centrale
di molti fisicalisti non riduzionisti è che le proprietà mentali
sopravvengono su quelle fisiche. Questo significa che necessariamente, se
due entità non differiscono nelle loro proprietà fisiche, allora
non differiscono neppure nelle loro proprietà mentali. Riprendendo
in modo non pedissequo un recente lavoro di Jaegwon Kim (Kim 1998), illustra
come l'assumere che le proprietà mentali sopravvengano su quelle fisiche
renda problematica l'idea che le occorrenze delle proprietà mentali
abbiano un potere causale.
La seconda parte affronta il problema di spiegare come gli stati mentali possano
rappresentare il mondo. Vengono esposti i dibattiti filosofici concernenti
il contenuto del pensiero e in particolare quelli riguardanti la natura della
percezione. Infine, si illustrano i differenti modelli di rappresentazione
mentale proposti dagli scienziati cognitivi, discutendo della rilevanza che
tali modelli possono avere per la discussione filosofica circa la natura del
contenuto mentale. In particolare, Paternoster dà conto della proposta
di quanti ritengono che esistano rappresentazioni mentali analogiche. Segue
una presentazione essenziale della teoria delle reti neurali e della connessa
problematica se le rappresentazioni mentali siano locali o distribuite.
Infine, si accenna alla robotica situata che promuove un’investigazione delle
capacità mentali senza ricorrere alla nozione di rappresentazione mentale.
La terza parte del libro affronta le tematiche relative all’organizzazione
della mente: la questione di come intraprendere lo studio scientifico della
mente (specialmente le linee di rottura e continuità rispetto alla
scienza cognitiva classica di recenti programmi di ricerca quali il connessionismo
e quelli basati sui sistemi dinamici) e due temi più specifici che
riguardano l’architettura della mente. Dapprima sono illustrate le differenti
formulazioni dell’ipotesi, resa famosa da Jerry Fodor, secondo la quale la
mente è costituita da moduli distinti che eseguono differenti funzioni.
Poi si dà conto delle principali spiegazioni delle psicologia del senso
comune, vale a dire di quelle capacità cognitive che usiamo ordinariamente
nell’ascrivere stati mentali agli altri e a noi stessi.
L’ultima sezione è dedicata al dibattito sulla coscienza fenomenica, che ha sicuramente una posizione centrale nella filosofia della mente contemporanea. Paternoster dapprima introduce la nozione di coscienza fenomenica distinguendola da altri fenomeni che possono andare sotto il nome di coscienza. Poi presenta i principali argomenti filosofici contro l’idea che la coscienza fenomenica sia un fenomeno naturale del tipo di quelli studiati dalla scienza. Sono inoltre discusse le principali obiezioni a tali argomenti e riassunte le differenti posizioni emerse rispetto al problema della coscienza fenomenica. Il capitolo termina con una breve presentazione di due proposte per lo studio scientifico della coscienza fenomenica avanzate rispettivamente dal premio Nobel Francis Crik e dal neuroscienziato Gerald Edelman.
In rarissimi casi la presentazione di alcuni argomenti è tanto sintetica
da non essere di facile comprensione. Per esempio, la spiegazione di come
l’argomento di Jackson escluda la possibilità che i qualia possano
sopravvenire sugli stati intenzionali non sembra molto chiara. Similmente,
sostenere che il rappresentazionalismo, la dottrina che riduce la coscienza
fenomenica al contenuto rappresentazionale dell’esperienza, non sia basato
su veri e propri argomenti appare fuorviante. Tra i cavalli di battaglia del
rappresentazionalismo vi sono argomenti che fanno riferimento alla cosiddetta
trasparenza dell'esperienza cosciente e a certe analisi semantiche degli enunciati
usati nell’attribuzioni d’esperienze (cfr. per es. Tye 2000, cap. III).
In generale, il libro offre un felice compromesso tra precisione e semplificazione
richiesta a un volume introduttivo. Il valore didattico e divulgativo del
lavoro è sicuramente accresciuto dai riepiloghi posti al termine di
ciascun capitolo e dal glossario che copre i principali concetti e dottrine
della filosofia della mente. In conclusione, quanti vogliano avvicinarsi alla
filosofia della mente contemporanea troveranno in questo ottimo libro uno
strumento utile, affidabile e aggiornato.
Introduzione
Mente-corpo (1. Due o tre modi di essere materialisti; 2. Il funzionalismo;
3. Cause mentali9
Mente-mondo (1. Il contenuto intenzionale; 2. Percezione; 3. Tipi di rappresentazione
mentale)
Mente-mente (1. Architettura della mente; 2. Coscienza)
Riferimenti bibliografici
Glossario
Indice dei nomi
Alfredo Paternoster è professore a contratto di filosofia e teoria dei linguaggi nella facoltà di Psicologia dell'Università di Torino. Ha curato Mente e Linguaggio (Milano 1999), è autore di diversi articoli e di Linguaggio e visione (Pisa 2001).
La pagina personale di Alfredo Paternoster:
http://www.vc.unipmn.it/~pater/personale.htm
Materiali introduttivi alla filosofia della mente nel Quaderno di Filosofia
della Mente dello SWIF
http://www.swif.uniba.it/lei/mind/topics/introductions.htm
Recensione di Eddy Carli a Nannini, 2002. L’anima e il corpo:
http://www.swif.uniba.it/lei/recensioni/crono/2003-02/nannini.htm
Recensione di Francesco Armezzani a Kim, 1998. La mente e il mondo fisico:
http://www.swif.uniba.it/lei/recensioni/crono/2001-05/kim.htm
Recensione di Luca Malatesti a Tye, 2000, Consciouness, Color, and Content:
http://www.swif.uniba.it/lei/recensioni/crono/2002-12/tye.htm