Storia della filosofia
(contemporanea),
Filosofia analitica,
Filosofia del linguaggio,
Logica, Filosofia
teoretica (ontologia)
(metafisica), Filosofia
della mente, Filosofia
della scienza (filosofia
della matematica), Etica,
Filosofia politica, Filosofia
del diritto, Filosofia
della religione, Estetica
Questa raccolta di saggi rappresenta probabilmente il maggior contributo
del mondo filosofico italiano alla storia della filosofia analitica. Dato
il carattere a volte provinciale e non sempre aggiornato della produzione
italiana, può essere sensato chiedersi se dietro il termine ‘contributo’
non si celi semplicemente l’ennesima importazione di temi e argomenti maturati
in contesti filosofici più vitali, secondo una pratica piuttosto diffusa
in alcuni settori dell’accademia italiana. Il testo curato da Nicla Vassallo
e Franca D’Agostini non segue affatto questa pratica. Tutt’altro: il volume
è un valido strumento per qualunque studioso, italiano o straniero,
della storia della filosofia analitica, e probabilmente meriterebbe una traduzione
inglese. Pur non avanzando ipotesi storiografiche particolarmente originali
(cosa del resto molto difficile per un volume collettaneo e di carattere generalistico),
il libro è senz’altro un valido contributo all’organizzazione concettuale
della storia della filosofia analitica, oltre che un ottimo strumento per
chi volesse avvicinarsi allo studio di questa tradizione filosofica e della
sua storia. Come si direbbe nella madrepatria della filosofia analitica, il
volume è state-of-the-art. Ciò anche grazie ad articoli inediti
di influenti filosofi inglesi e americani (un nome per tutti: Mark Sainsbury),
oltre che di studiose e studiosi italiani che operano o hanno operato nel
mondo anglosassone, la “prima linea” della filosofia analitica.
Il volume, piuttosto esteso, copre un arco di tematiche molto vasto. Chiaramente
qui non è possibile offrirne un’analisi critica completa; sarà
tuttavia utile soffermarsi sulla struttura dell’opera e sull’impostazione
metodologica.
Apre la raccolta una breve Introduzione delle curatrici, seguita da tredici capitoli. Il primo è un ampio saggio di Franca D’agostini, dedicato all’idea stessa di filosofia analitica. Ciascuno dei capitoli seguenti riguarda una delle principali aree di ricerca esplorate dalla tradizione analitica: filosofia del linguaggio, logica filosofica, ontologia e metafisica, filosofia della mente, filosofia della scienza, epistemologia, etica, filosofia politica, filosofia del diritto, filosofia della religione, estetica. Chiude il volume una serie di bibliografie ragionate tematiche.
L’Introduzione esordisce con una dichiarazione programmatica: “L’obiettivo di questo libro è fornire una presentazione quanto più è possibile diacronica della filosofia analitica” (p. vii). Un incipit del genere potrebbe preoccupare chiunque abbia imparato a diffidare della tendenza, tipica in vasti settori della storiografia filosofica italiana, a inquadrare qualsiasi fenomeno culturale entro più o meno rigidi criteri storicistici. La raccolta è esente da questa pessima abitudine: la presentazione diacronica, infatti, non perde di vista la struttura ‘per problemi’ tipica della filosofia analitica. L’introduzione e il saggio generale di D’Agostini prendono sul serio le difficoltà implicite nel tentativo di ricostruire diacronicamente lo sviluppo della tradizione analitica. Lo stesso si può dire dell’impostazione dei singoli contributi (uno dei pregi del volume è, fra l’altro, la relativa uniformità strutturale dei capitoli, che ne facilita la consultazione): i saggi, infatti, sono articolati in sottosezioni dedicate prevalentemente a particolari problemi filosofici e non tanto ad autori o scuole di pensiero. All’interno di queste sezioni, poi, la ricostruzione è più o meno diacronica, ma non cade nella tentazione di inquadrare autori e teorie entro schemi e stereotipi storicistici. Certo, non rimane moltissimo spazio per la diacronia, almeno non per l’idea tradizionale e storicistica di diacronia. Il proposito iniziale, tuttavia, non viene tradito: è probabilmente vero che un’esposizione più diacronica (nell’accezione storicistica del termine) dell’evoluzione della filosofia analitica non sarebbe stata possibile. Non sarebbe stata possibile nel senso che non avrebbe reso giustizia al proprio oggetto, intrinsecamente tendente a svilupparsi in modo sincronico.
Forse ancora più importante del buon equilibrio fra diacronia e sincronia
è la problematizzazione della categoria stessa di filosofia analitica.
Il fondamento di questa ‘etichetta’ è messo in discussione nell’Introduzione
e, soprattutto, nel saggio di Franca D’Agostini che, in un certo senso, esemplifica
l’impostazione metodologica dell’intero volume. Può quindi essere utile
esaminare un po’ più da vicino questo contributo.
D’Agostini si propone di comprendere di che cosa parliamo quando parliamo
di filosofia analitica (per parafrasare Raymond Carver) attraverso una duplice
strategia: da un lato la riflessione sulle possibili definizioni di ‘filosofia
analitica’, dall’altro un esame delle principali forme storicamente assunte
dalle filosofie che, in modo più o meno non controverso, vanno sotto
questo termine-ombrello. Il quadro che emerge da questa analisi non è
proprio limpido e lineare, ma ciò non costituisce un difetto della
ricostruzione. Piuttosto è indicativo di quanto l’autrice prenda sul
serio le difficoltà concettuali del riunire sotto un’unica etichetta
esperienze filosofiche tanto diverse. Il saggio, infatti, non si chiude con
una delle solite, vaghe, definizioni generali di ‘filosofia analitica’, ma
con una più interessante definizione negativa. Una definizione che,
se non altro, ha il merito di allontanare la visione stereotipata di una filosofia
analitica chiusa in sé stessa e caratterizzata (soltanto) dalla pratica
di più o meno sterili distinzioni e sottigliezze logiche. A questo
proposito, va segnalato l’interessante spunto interpretativo a riguardo del
ruolo sempre più importante giocato nella filosofia analitica dall’immaginazione,
al fianco della tradizionale argomentazione.
In quanto a rigore concettuale, gli altri contributi non sono da meno. I
restanti dodici saggi, infatti, sono di ottima qualità: riescono ad
essere estremamente informativi, senza per questo cedere alla doxografia.
Presentano temi e teorie familiari senza rinunciare a una angolatura critica.
Certamente l’impegno critico comporta scelte e omissioni, tuttavia si può
dire che gran parte degli sviluppi più rilevanti della tradizione di
ricerca analitica sono più o meno adeguatamente coperti (anche grazie
alle bibliografie ragionate).
La completezza, oltre che al contenuto dei singoli capitoli, è dovuta
alla scelta delle dodici aree tematiche. Una scelta equilibrata, immune alla
tentazione di dedicare uno spazio eccessivo a settori (o sottosettori) particolarmente
in voga negli ultimi anni (penso soprattutto alle sempre più numerose
“etiche applicate” e a vari sottosettori della filosofia del linguaggio e
della mente che, in virtù di legami con l’informatica e le neuroscienze,
spesso reclamano lo status di discipline autonome). L’unica riserva che sembra
necessario esprimere sull’organizzazione dei capitoli riguarda le sovrapposizioni
e, più in generale, la distinzione stessa fra il saggio di Carlo Penco
sulla filosofia del linguaggio e quello di Mark Sainsbury sulla logica filosofica.
Il saggio di Sainsbury non tratta di logica in senso stretto (infatti, come
peraltro le curatrici fanno notare nell’introduzione, la logica è ormai
una disciplina scientifica a sé stante), ma soprattutto del concetto
filosofico di forma logica e del legame fra logica e teorie della verità.
Viene quindi spontaneo chiedersi perché questi temi non avrebbero potuto
essere integrati nel saggio dedicato alla filosofia del linguaggio. Questo
anche perché molti filosofi analitici dissentono sull’idea stessa di
una disciplina chiamata “logica filosofica” (contrariamente a quanto avviene
per le discipline trattate negli altri capitoli), il che non è del
tutto in linea con il carattere generalistico del volume.
Ancora a proposito della scelta dei settori disciplinari, merita particolare attenzione la scelta di includere un capitolo dedicato alla filosofia della religione. Una scelta che denota il carattere assolutamente non provinciale della raccolta: la filosofia della religione, infatti, è un’area di studi molto frequentata nei paesi di lingua inglese, ma pressoché inesistente nei dipartimenti di filosofia italiani. Potrebbe risultare interessante riflettere sulle cause storiche, sociali e culturali di questa assenza, peraltro riscontrabile, mutatis mutandis, anche nella cultura filosofica di buona parte dei paesi dell’Europa continentale.
Decisamente da segnalare, infine, le eccellenti bibliografie ragionate. Ciò per almeno due ragioni: in primo luogo, integrano efficacemente il materiale presentato in ciascun capitolo (vi si trovano infatti riferimenti a testi importanti che non hanno trovato spazio nella discussione principale); fattore probabilmente più importante, sono ottimi punti di partenza per chi volesse approfondire i temi affrontati nel volume. Possiamo infatti sperare che la pubblicazione di opere come questa, familiari per la presenza del termine ‘storia’ nel titolo, ma ancora piuttosto esotiche [???] nei contenuti, contribuisca alla diffusione di una cultura filosofica che, in Italia, è ancora un prodotto di nicchia non soltanto per il ‘pubblico colto’, ma anche per l’accademia.
Introduzione di Franca D’Agostini e Nicla Vassallo
Che cosa è la filosofia Analitica? di Franca D’Agostini
Filosofia del linguaggio di Carlo Penco
Logica Filosofica di Mark Sainsbury
Ontologia e metafisica di Achille C. Varzi
Filosofia della mente di Massimo Maraffa
Filosofia della scienza di Mauro Dorato
Epistemologia di Nicla Vassallo
Etica di Carla Bagnoli
Filosofia politica di Anna Elisabetta Galeotti
Filosofia del diritto di Vittorio Villa
Filosofia della religione di Cristopher Hughes
Estetica di Jerold Levinson
Riferimenti bibliografici
Bibliografie ragionate
Gli autori
Indice dei nomi
Franca D’Agostini insegna filosofia contemporanea al Politecnico di Torino. È autrice di articoli e monografie in italiano e in inglese, fra cui il volume Analitici e continentali (1997). Si occupa di logica e metafisica, oltre che di storia del pensiero contemporaneo.
Nicla Vassallo è ricercatrice a contratto presso il Dipartimento di
Filosofia dell’Università di Genova. Si occupa di epistemologia e di
filosofia e storia della scienza. È autrice di diverse monografie e
numerosi articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
Patrologiae Analiticae Libri C: bibliografia, curata da Luciano Floridi,
di testi storici della filosofia analitica e di letteratura secondaria: http://www.wolfson.ox.ac.uk/~floridi/patana.htm
Hyst-Analytic: sito (in costruzione) che raccoglie risorse utili agli storici
della filosofia analitica: http://www.hist-analytic.org