Filosofia politica (geopolitica), Filosofia teoretica (filosofia della storia)
Terra e mare rappresenta uno dei più rilevanti tentativi contemporanei di trovare una chiave d'intesa alternativa per la storia del mondo, in questo caso la dialettica tra terra e mare, interna alla strutturazione geopolitica del globo terrestre e simboleggiata dalla lotta tra le figure antagoniste del Behemot (allegoria della Terra) e del Leviatano (allegoria del Mare), due mitici mostri presenti nell'Antico Testamento, che qui individuano la differenza reale e concreta di civiltà statali radicate nella terra o tese alla conquista del mare. Schmitt delinea una concezione dualistica per spiegare l'assetto politico mondiale, strutturata in base ad una bipartizione tra civiltà di terra, o continentali, protese verso l'interno e quasi del tutto prive di tradizioni marinare, come per es. il Sacro Romano Impero Germanico, e civiltà di mare, che hanno visto nel mare più una risorsa e una possibilità di sviluppo che un rischio, come l'antica Atene o l'Inghilterra elisabettiana.
La tensione dinamica tra Terra e Mare è comunque soltanto il punto d'avvio di una riflessione che si definisce e si precisa sul ruolo della conquista del mare sulla storia universale, mediante lo sviluppo dell'arte nautica e la scoperta di nuovi mari e nuove terre, scoperta che ha avuto sempre notevoli ripercussioni sulla struttura morfologica del Nomos della Terra (Nomos der Erde), ovvero il tipo di assetto giuridico e politico generale dell'intero pianeta. Terra e mare rivela la tentazione schmittiana di concepire la geopolitica al di fuori della tradizionale dialettica tra gli Stati, contemplata nella sua teoria dei Grandi Spazi (Grossraum), che vanno intesi come raggruppamenti territoriali più vasti delle singole entità statuali. Infatti, per Schmitt lo schema dello stato-nazione è insufficiente a spiegare fenomeni che solo nella loro correlazione con la storia del conflitto tra civiltà acquistano un significato pieno e profondo.
L'opera esemplifica con rigore divulgativo gli episodi più significativi in cui la scoperta di nuove terre e nuovi mari ha influito sulla vita dei popoli e delle istituzioni, soprattutto in merito alle potenze coloniali dell'Età Moderna, come Portogallo, Olanda, e soprattutto la Gran Bretagna, prototipo di ogni talassocrazia (dominio del mare) che presenta caratteri peculiari, come una concezione politica più aperta a istanze liberali e una economia basata sul libero mercato (liberismo). Dopo l'acqua come realtà coinvolta nella rivoluzione spaziale di Età moderna, Schmitt pone l'accento su altri elementi, come l'aria, elemento indispensabile per l'aeronautica e le telecomunicazioni, e il fuoco prodotto dai motori, rievocando la filosofia di Empedocle e la teoria delle quattro radici dell'essere, schema ripreso e ampliato da Aristotele, che aggiunse l'etere, la mitica sostanza circondante le sfere. Schmitt consegna al futuro una riflessione importante sulla storia del mondo e sulla rivoluzione spaziale che è stata capace di trasformare l'organizzazione politica del globo, con un piglio estremamente originale, che supera la classica identificazione tra terra e potere per rivolgere le sue attenzioni alla più fluida e dinamica dimensione del mare.
Primo sguardo su terra e mare
Che cos'è un elemento?
La terra contro il mare
Dalla costa nell'oceano
Elogio della balena e del baleniere
Dal remo alla vela
Pirati e schiumatori del mare
Storia di Lady Killigrew
L'Inghilterra erede delle imprese marinare europee
Che cos'è una rivoluzione spaziale?
Tre esempi nella storia del mondo
La prima rivoluzione spaziale planetaria
La conquista europea del Nuovo Mondo
La lotta fra i conquistatori
Terra e mare nella guerra di religione
Conquista britannica del mare
e separazione fra terra e mare
Mutamento della natura di isola
Dal pesce alla macchina
L' "isola maggiore" di Mahan
Il nuovo stadio della rivoluzione spaziale planetaria
Nota
Il potere degli elementi di Franco Volpi
Carl Schmitt ((Plettenberg 1888-1985), filosofo del diritto e politologo tedesco. Critico del positivismo giuridico, elaborò un sistema alternativo fondato sulla decisione. Tra le sue moltissime opere, ricordiamo: Il concetto del politico (1927); Il Nomos della Terra (1950).
www.kwlibri.kataweb.it/filosofia/filosofia_231202.shtml
dex1.tsd.unifi.it/juragentium/it/index.htm
www.ilbolerodiravel.org/filosofia/junger/jungerSchmitt.htm
www.geocities.com/fylosofya/schmitt.htm