Filosofia della mente (dualismo), Filosofia della scienza (filosofia della medicina)
"Emozioni e coscienza - sostiene il neuroscienziato Antonio R. Damasio - non sono separabili [...] Uomini e donne di ogni età e cultura hanno emozioni, pensano alle emozioni degli altri, regolano la propria vita in funzione della ricerca di un'emozione, la felicità, evitando le emozioni spiacevoli". Da qualche tempo, l'importanza delle emozioni nello studio del cervello e dell'intelligenza umana è stata ampiamente riconosciuta. Tuttavia, l'inconciliabile dualismo tra anima e corpo, res cogitans e res extensa, che Cartesio poneva nel XVII secolo, sembra ancor oggi dominare le scienze che indagano l'uomo, dalla psicologia alla filosofia e alla medicina. Quest'ultima, in particolare, esemplifica in maniera perspicua tale dualità: i metodi di ricerca mantengono l'origine meccanicistica nelle indagini di carattere anatomo-fisiologico del corpo umano e gli orientamenti della psichiatria sono andati sempre più in direzione di un'autonomia dalla medicina stessa.
Il volume di Luca Pani, psichiatra e direttore del Centro per la Neurofarmacologia del CNR, e dell'epistemologo Stefano Canali propone una prospettiva non dualista sul tema delle emozioni nella medicina, fondata sul paradigma della teoria evoluzionistica di Darwin, a partire dalla quale sarebbe possibile un superamento della frattura tra mente e corpo, emozioni e coscienza. L'evoluzionismo costituisce il sistema concettuale unificante tutte le scienze biologiche: consente quell'interazione tra dimensioni psicologiche e livelli biologici dell'individuo che si è dimostrata essenziale nello sviluppo della malattia e nella guarigione. Secondo Pani e Canali, l'incapacità di assimilare l'impianto teorico dell'evoluzionismo ha determinato l'affermazione in medicina di un'immagine parziale dell'organismo e delle sue funzioni patologiche. In tutti gli adattamenti individuali, è cruciale l'integrazione fra regolazioni organiche e comportamenti, nonché del vissuto psichico emotivo. Tali adattamenti, in risposta alle pressioni ambientali, possono diventare parte determinante nello sviluppo di alcune condizioni patologiche. Molte malattie sembrano insorgere in seguito a un dispiacere, a un fallimento, a una costante repressione delle nostre tendenze all'azione: depressione, ansia, frustrazione spesso determinano un'alterazione degli equilibri del corpo.
La medicina psicosomatica ha tentato di spiegare il legame tra emozioni e malattia, ma anch'essa rimane all'interno dell'impianto dualistico, come attestato dal suo stesso nome "psico-somatica". Essa ha tematizzato la dimensione emotiva a partire da un punto di vista esclusivamente psicologico - talvolta addirittura spiritualistico - e tale approccio ha reso logicamente impossibile la spiegazione dei meccanismi attraverso i quali le emozioni condizionerebbero lo stato di salute del corpo. Come potrebbe un'entità unicamente mentale interagire con una dimensione materiale come quella del corpo? La via d'uscita, anche in questo caso, è data dall'approccio biologico-evoluzionista: il vissuto psichico e la funzionalità delle emozioni dipendono da specifici meccanismi fisiologici, allo stesso modo dei contenuti e degli stati di coscienza, non diversamente dai processi che sono alla base della salute e della malattia. Non sussiste dunque una reciproca irriducibilità, non vi è dualismo, ma una necessaria interazione fra biologia e vita emotiva. Inoltre, da un punto di vista biologico ed evoluzionistico, le emozioni perdono la caratterizzazione sostanziale per assumere una valenza funzionale, di natura non dissimile da quella del resto delle attività organiche. Esse diventano una delle espressioni dei processi biologici e possono quindi considerarsi come il versante psicologico di un complesso di meccanismi biologici, in grado di confrontare gli stimoli provenienti dai tessuti interni e dall'ambiente esterno con gli stati preferiti dall'organismo, di organizzare e sostenere, anche sulla base delle esperienze apprese e dei fattori cognitivi, una risposta fisiologica e comportamentale finalizzata all'adattamento, alla sopravvivenza dell'individuo e della specie.
L'obiettivo di Pani e Canali, e della caratterizzazione biologico-evoluzionista delle emozioni che forniscono, è l'eliminazione del salto dallo psichico al somatico, per giungere a valutare, in termini non dissimili da quelli di ogni altro fattore organico, l'incidenza e il ruolo dell'emozione nella genesi e nello sviluppo della malattia.
I. EVOLUZIONE, MALATTIA E PSICOSOMATICA di Stefano Canali
1. Emozioni, malattie e guarigione (1.1 Sperare e guarire: l'effetto placebo; 1.2 Stregoneria, malattia e
guarigione)
2. Modelli della medicina (2.1 Irritabilità, arco riflesso, irritazione spinale)
3. Nascita ed evoluzione della psicosomatica (3.1 Psicosomatica e psicoanalisi; 3.2 La malattia psicosomatica come
simbolizzazione corporea dell'inconscio)
4. Spiegazioni e cause in medicina psicosomatica (4.1 Depressione e amenorrea psicogena: analisi epistemologica di
un caso clinico)
5. Teorie dell'evoluzione e approcci evoluzionistici alla comprensione delle emozioni e delle malattie (5.1
L'evoluzionismo di Lamarck; 5.2 Spencer: una riformulazione evoluzionistica del problema mente/corpo; 5.3
L'evoluzionismo di Darwin; 5.4 Il problema mente/corpo e le emozioni nella prospettiva dell'evoluzionismo)
6. Le matrici fisiologica e psicologica della psicosomatica contemporanea (6.1 Il concetto di omeostasi; 6.2 Verso
il concetto di stress; 6.3 La dimensione cognitiva della reazione emozionale allo stress; 6.4 Specificità
dello stress; 6.5 Apprendimento e condizionamento)
7. Fisiologia e biologia delle emozioni: storia, temi e problemi (7.1 La teoria delle emozioni James-Lange; 7.2 La
teoria talamica di Cannon; 7.3 La localizzazione dei centri emozionali; 7.4 Sistema limbico: storia delle ricerche
e implicazioni per la psicosomatica; 7.5 Neurotrasmettitori ed emozioni)
8. Farmacologia dell'adattamento individuale (8.1 Cervello e ormoni; 8.2 Neuropeptidi e modelli integrati; 8.3
Ambiente, comportamento e regolazione dell'espressione genica)
9. Evoluzione, emozioni, adattamento. verso una nuova idea della malattia
II. FARMACOLOGIA DEI VIZI CAPITALI di Luca Pani
1. Emozioni e memoria
2. Evoluzione e linguaggio (2.1 Tre cervelli in uno; 2;2 Preadattamento ed evoluzione; 2.3 L'olfatto e il
linguaggio)
3. Evoluzione, ansia, paura
4. Evoluzione e disturbi dell'umore
5. Evoluzione e vizi capitali (5.1 Lussuria; 5.2 Accidia; 5.3 Avarizia; 5.4 Gola; 5.5 Iracondia; 5.6 Superbia e
invidia)
Luca Pani è psichiatra e direttore del Centro per la Neurofarmacologia del CNR a Cagliari. È autore di numerosi saggi su riviste scientifiche internazionali, in particolare sulla neurobiologia dei disturbi psichiatrici. Tra i suoli volumi: Il ruolo della dopamina nei disturbi depressivi (Milano 1999) e La biochimica del cervello (Milano 2001).
Stefano Canali svolge attività di ricerca presso la cattedra di Epistemologia e Logica all'Università di Roma "La Sapienza". È autore di saggi specialistici e divulgativi sulla storia e l'epistemologia della biologia e della medicina. Ha pubblicato, tra l'altro: La ricerca biomedica del Novecento, in "Storia delle scienze. L'età moderna" (Torino 1994) e La biologia e la medicina, in "Per una storia del Consiglio Nazionale delle Ricerche" (Roma-Bari, 2001).