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Abbagnano, Nicola, Dizionario di filosofia
Edizione aggiornata e ampliata da Giovanni Fornero
Torino, UTET, 2001 (3), pp. 1173, Euro 35,64, ISBN 88-7750-723-3

Recensione di Gian Paolo Terravecchia - 05/09/2003

Storia della filosofia (strumenti)

Gli autori - links

Al Dizionario di filosofia di Abbagnano non servono presentazioni: è ormai un classico che non può mancare nella biblioteca di uno studioso di filosofia. Si tratta di uno strumento utile e ricco, che alle sue spalle ha una storia più che quarantennale e, anche grazie agli apporti delle successive edizioni, è lungi dall'essere obsoleto. Per questo, l'apporto di Giovanni Fornero è essenziale per ciò che personalmente ha aggiunto e per il coordinamento dei contributi di oltre quaranta eminenti studiosi - tra cui Antiseri, Berti, Bodei, Cacciari, D'Agostini, Eco, Ferraris, Galimberti, Givone, Restaino, Vattimo, Volpi. Chi si proponesse di creare uno strumento più completo avrebbe ben poco spazio di manovra, dato il notevole numero di voci che compongono questo dizionario e l'ampiezza dedicata a ciascuna. La qualità delle definizioni è di alto livello e si distingue per chiarezza e ricchezza di sviluppo. L'unico difetto dell'opera è il costo impegnativo: un limite forse inevitabile, data la mole delle 1173 fitte pagine che compongono il volume.

Quanto alle scelte d'impostazione, quella di non riportare i nomi propri dei filosofi, rinunciando a pretese di ordine enciclopedico in coerenza con la sua storia, è stata saggia. La Garzanti, ad esempio, nella Enciclopedia di Filosofia raccoglie i nomi dei più importanti autori (con inevitabile parzialità), nonché correnti e scuole, finendo con l'essere meno ricca e ampia di quanto avrebbe potuto sui termini strettamente filosofici. Venendo alla struttura delle singole voci del Dizionario: dopo il definiendum, è utilmente indicato tra parentesi, in maniera più o meno completa, il corrispettivo greco, latino, inglese, francese e tedesco. Al termine del definiens, che spesso presenta puntuali rimandi alle fonti, talvolta vi sono opportuni rimandi ad altre voci.

La completezza è una grande virtù in un dizionario: è irritante il suo silenzio su un termine ricercato, tanto più se è importante e il dizionario è specialistico. Tuttavia, nella fattispecie il testo si può, al limite, accusare di eccesso di zelo. Compaiono, infatti, termini come "cinematografico, meccanismo", "psichedelico" e "Auschwitz". A chi venisse in mente il celebre libretto di Jonas Il concetto di Dio dopo Auschwitz, peraltro citato nel testo, si fa notare che se sono della filosofia tutti i termini che compaiono nei titoli di opere filosofiche, allora si dovrebbe dare piena cittadinanza anche a "pipistrello", "ornitorinco", "buco" (se pensiamo ai lavori di Nagel, Eco, Varzi e Casati), ma anche a "monologo", o "Atlantide" (Anselmo d'Aosta e Bacone). D'altra parte, nel Dizionario si trovano ad esempio "confessione" e "visionario" (vedi Agostino e Kant). Se poi venisse in mente l'uso da parte di Adorno di "Auschwitz", allora perché non inserire "pipa", dato che Foucault ha scritto sul quadro di Magritte Ceci n'est pas une pipe? Detto altrimenti, un dizionario di filosofia dovrebbe contenere i termini specifici del lessico filosofico, o quelli che in filosofia hanno assunto un'elaborazione specifica. Ad ogni modo, non pare sufficiente, perché un termine possa essere introdotto in un dizionario di filosofia, il semplice fatto che esso sia stato usato da filosofi, o il fatto che sia stato oggetto di alcune considerazioni da parte di filosofi. Stabilire un confine tra i due ambiti è certo un'impresa delicata, ma le scelte operate al riguardo, nel Dizionario, non sono state guidate da alcun evidente criterio di fondo.

Sarebbe ingeneroso rimproverare l'opera per qualche termine assente. Si può però auspicare che in una prossima edizione rientrino: "calcolo proposizionale", "circolo vizioso", "doxa" (in questo caso, basta un semplice rimando a "opinione"), "effimero", "Lebenswelt" (sebbene vi sia la sua traduzione "Mondo della vita", mentre in altri casi il Dizionario riporta senza difficoltà il termine tedesco, come ad es. "Weltanschauung", e non la traduzione), "perlocuzione", "prima facie", "pudore", "Russell, paradosso di", "salva veritate", "svolta linguistica", "tre stadi, legge dei", "type/token", "vaghezza". Infine, stupisce il fatto che vi sia "relativismo concettuale", mentre non è preso in considerazione "relativismo etico".

torna all'inizioGli autori

Nicola Abbagnano fu il massimo esponente dell'esistenzialismo italiano. Insegnò Storia della filosofia all'Università di Torino. Autore della Storia della filosofia (Utet 1946-50), i suoi principali scritti teoretici sono raccolti ora in Scritti esistenzialisti (Utet 1988) e in Scritti neoilluministici (Utet 2001).

Giovanni Fornero, allievo e continuatore delle opere di Abbagnano, è coautore di alcuni fra i manuali di storia della filosofia attualmente più diffusi.

torna all'inizioLinks

http://www.nicolaabbagnano.it/: sito ufficiale di Nicola Abbagnano

http://lgxserver.uniba.it/lei/filosofi/autori/abbagnano.htm: portale dello Swif su Nicola Abbagnano

http://www.filosofico.net/abbagnano.htm: pagina su Nicola Abbagnano, a cura di Diego Fusaro e dello Swif

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