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Scholem Gershom, I segreti della creazione.
Milano, Adelphi, Piccola biblioteca 492, 2003, 1a, pp. 149, Euro 9,00, ISBN: 88-459-1637-5.

Recensione di Enrico Di Giacomo – 15/05/2003

Filosofia della religione

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Lo Zohar è il testo più importante della Quabbalah, forma di mistica e di teosofia ebraica, sviluppatasi a partire dal XIII secolo. Esso costituisce il più elevato contributo dato alla cultura ebraica dall’Ebraismo europeo ed è l’unico testo canonico ebraico redatto in Europa. Lo Zohar, raffinato e inaccessibile, determinò la formazione e lo sviluppo della coscienza religiosa di vastissimi circoli ebraici, soprattutto quelli cabalistici castigliani, ed è tuttora oggetto di numerosi studi ed edizioni.

Da quando fece la sua comparsa, nel ‘200, lo Zohar ebbe un successo inarrestabile, che cessò solo in età illuministica, quando venne disprezzato come menzognero. Il testo non venne concepito come un’opera unitaria e non è una esposizione sistematica della visione cabalistica del mondo. E’ costituito da una raccolta di trattati eterogenei, che a volte interpretano la Bibbia, a volte ripropongono discorsi attribuiti al rabbino del II secolo Simon Bar Yohay sulle Sacre Scritture e i loro significati reconditi. Il corpus zoharico fu probabilmente redatto in Spagna tra il 1275 e il 1320, all’epoca del cosiddetto “Rinascimento alfonsino”, quando molti ebrei esperti di occultismo si trasferirono nella penisola iberica. Alcuni studiosi, tuttavia, danno credito alla leggenda secondo la quale il corpus fu redatto in Galilea e poi introdotto in Europa attraverso il Marocco.

Secondo H. Greetz, il più insigne storico ottocentesco dell’Ebraismo, lo Zohar fu scritto dal cabalista spagnolo Moseh de Leon, che riunì scritti più antichi. Scholem identifica nel testo ben tre strati: Midras; nucleo centrale del testo; Ra’ya mehemna e Tiqqune ha Zohar e attribuisce il testo alle rielaborazioni di uno stesso autore, forse un genio dell’omiletica mistica che fece della Quabbalah la sua patria spirituale (p. 24). Le sue fonti furono la letteratura cabalistica fino a Nahmanide e alla sua scuola. Probabilmente Moseh de Leon non lavorò sul testo, ma piuttosto lo divulgò intorno al 1280.

L’autore ha fatto una traduzione letterale e integrale di quindici pagine fra le più significative dell’opera, quelle note come i “segreti della Torah”, contenute nel primo capitolo della Genesi. La traduzione non è commentata, né sottoposta ad analisi contenutistica

Nel testo tradotto le parole diventano simboli di un’altra realtà, la realtà segreta che precede quella fenomenica. Per Scholem la teosofia dell’autore del testo è una dottrina che crede di poter intuire, comprendere o descrivere la vita nascosta della divinità colta nel suo operare e di potersi immergere in essa (p. 39). Argomento del testo è il pulsare del Dio vivente (p. 40), su cui si fondano i segreti della creazione.

La creazione è manifestazione della divinità, che emerge dal suo naturale occultamento per divenire Dio vivente, la cui vita segreta si presenta in una serie di aspetti che si rivelano nel testo sotto forma di vari simboli (p. 41). I simboli sono le sefirot (termine cabalistico che può essere tradotto con sfere o cifre), potenze della forza creatrice di Dio, riflessi, emanazioni, dispiegamento della vita nascosta in Dio, che le ha usate come strumenti per la creazione. Sono suddivise in dieci entità, ma solo per praticità di meditazione, perché esse non infirmano l’unità di Dio. Le sefirot rappresentano il nome santo di Dio e formano l’Uomo primordiale, a somiglianza del quale fu creato il genere umano. Sono dieci nomi divini che corrispondono a dieci gradi sempre più profondi della rivelazione divina.  Esse rappresentano una sorta di settimana segreta della creazione (le prime tre sefirot effettivamente sono sprofondate in Dio), ma non costituiscono giorni veri, bensì estensioni temporali (p. 42). Tramite la meditazione e la contemplazione delle dieci sefirot i mistici ebrei tentano di penetrare nella vita di Dio.

Secondo Scholem l’autore o gli autori dello Zohar risentono dell’influsso della tradizione gnostica, che probabilmente contribuì al successo dell’opera. All’interno del corpus l’autore distingue due correnti, mistica e mistico-magica, il cui contrasto non è risolto.

Nella nota di Moseh Idel viene sottolineato che attualmente gli studi sull’opera si soffermano sugli aspetti letterari dello scritto e sulla probabile influenza su di esso della tradizione askenazita. L’interesse degli studiosi è ora attratto anche dall’influsso esercitato sul testo dalla concezione trinitaria della divinità e dal messianismo cristiani, superando l’interpretazione di Scholem, incentrata sulla teosofia.

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La comprensione dello Zohar

Traduzione del capitolo dei Segreti della Torah sulla storia della creazione

Nota di Moseh Idel

torna all'inizioL'autore

Gershom Scholem nacque a Berlino nel 1897, aderì ancora studente al movimento sionista. Si dedicò agli studi sulla tradizione storica, religiosa e culturale dell’ebraismo, cui consacrò tutta la vita. Frequentò le università di Berlino, Jena, Berna e Monaco, passando dallo studio della matematica e della filosofia allo studio delle lingue orientali. Grazie al suo impegno la storia della Quabbalah, misconosciuta e mal interpretata per ignoranza, pregiudizio o entusiasmo romantico, è divenuta una disciplina fondamentale che poggia su solide basi filologiche. Dal 1933 al 1965 insegnò mistica ebraica a Gerusalemme. Tra le sue opere più note ci sono: Das Buch Bahir (1923), Jewish gnosticism, Merkabah mysticism and Talmudic tradition (1960), Shabbetal Zevive-ha Tenn’ha ha Shabetta’it (1957), Uber einige grundbegriffe des Judentums (1970), The messianic idea in Judaism and other essays on jewish spirituality (1971). In Italia sono stati pubblicati: Le grandi correnti della mistica ebraica (Torino, Einaudi, 1993), Walter Benjamin e il suo angelo (Milano, Adelphi, 1978), Walter Benjamin. Storia di un’amicizia (Milano, Adelphi, 1992), Il nome di Dio e la teoria cabalistica del linguaggio (Milano, Adelphi, 2000), Le origini della cabala (Bologna, Dehoniane, 2000), La cabala (Roma, Edizioni Mediterranee, 1992), La cabala e il suo simbolismo (Torino, Einaudi, 1980), Alchimia e Kabbalah (Torino, Einaudi, 1995), Mistica, utopia e modernità (Milano, Marietti, 1998), Sabbatay Zevi (Torino, Einaudi, 2001), I segreti della creazione (Milano, Adelphi, 2003). Morì nel 1992.

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www.cabala.org

I siti di argomento cabalistico sono molto numerosi, ma non sono tutti scientificamente validi. Il sito proposto appartiene a una associazione di appassionati di studi cabalistici, che si propone di diffondere la conoscenza della mistica ebraica, anche tramite corsi per corrispondenza aperti studiosi di religione non ebraica.

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