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Morris, Charles, L'io aperto. Semiotica del soggetto e delle sue metamorfosi.
Bari, Edizioni B. A. Graphics, 2002, pp. 172, Euro 9,30, ISBN 88-86864-75-2.

Recensione di Yuri Gori

Semiotica

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L'io aperto è la traduzione di The open self del 1948, resa disponibile in italiano solo nel 2002. Tema centrale è la possibilità, da parte dell'uomo, di costruire una società in cui ognuno riesca a compiere e vedere in atto ogni sua facoltà. Ogni individuo ha determinate caratteristiche che lo differenziano dal resto dei suoi simili, e per questo necessita di libertà diverse, anche se ciò non vuol dire repressione dell'altro. Morris individua comunque, sulla base dell'antropologia fisica, delle costanti corporee che classificano l'umanità intera in tre gruppi principali: mesomorfi, endomorfi, ectomorfi. Il tipo mesomorfico è caratterizzato da un corpo forte e slanciato, quello endomorfico da un corpo morbido e tendente al pingue, mentre quello ectomorfico dalla gracilità. Tali caratteristiche fisiche per Morris influenzerebbero la sfera psichica. Analizzando un corpo sarebbe possibile conoscere anche l'atteggiamento che un qualcuno ha nei confronti del mondo. Così i mesomorfi sarebbero attirati dal potere, gli endomorfi alla concordia conviviale, gli ectomorfi dall'ascetismo e dalla chiusura. E' anche vero che i vari tipi si trovano per lo più mescolati nei vari individui e ciò complica le cose.

Morris giustifica la sua posizione affermando che non bisogna prescindere dal fatto che l'uomo è composto da mente e corpo, così come lo considerava la medicina greca antica, mentre nella nostra civiltà post-cristiana l'attenzione verso il lato corporeo si è andata affievolendo. Tale considerazione è sicuramente da accogliere, ma la teoria di Morris, pur esaltando la nobiltà dell'individuo rischia comunque di inquadrarlo troppo dall'alto, nella necessità di trovare una tassonomia a tutti i costi dei vari tipi di fisicità al fine di rendere più scientifico un certo tipo di discorso psichiatrico, discorso inteso alla maniera di Foucault.

 

Come si accennava, ogni individuo così descritto sarebbe anche predisposto verso dottrine di vita, filosofie o religioni che si confanno alla sua fisicità. L'autore le elenca attingendo da varie epoche e culture. Ci sono dottrine pragmatiche come l'islam o il prometeismo, tolleranti come quella apollinea, ascetiche come quella buddistica, o semplicemente disincantate come quella stoica. Morris però considera più consona alla costruzione di una società aperta fatta di io aperti i principi maytreiani (dalla divinità indù Maytreia), che considerano l'agire dell'uomo un processo sempre ulteriore di evoluzione, sempre suscettibile di essere migliorato.

La via maytreiana permetterebbe alla società di non  fossilizzarsi sulle proprie ansie. Il pericolo è infatti, anche per la società americana, quello delle tensioni interne, per la cui soluzione i governanti potrebbero inaugurare una politica che le sfoghi verso l'esterno con la scusa della presunta superiorità democratica americana, così da incentivare la belligeranza perenne. Gli Stati Uniti erano per Morris nel 1948 in un potenziale impulso verso una sorta di pax augustea.

 

La speranza di Morris risiede nell'evoluzione scientifica e nelle applicazioni di questa alle scienze umane come la psichiatria, la cui carenza è di non considerare l'unicità degli individui. Con la semiotica fisica invece sarebbe possibile definire delle scienze umane esatte. Questa speranza appare molto ingenua, e rischia anche di togliere dignità all'individuo, dal momento che presuppone una sua completa descrizione.

Considerando l'uomo come incarnazione di poche costanti fisico-psichiche lo si rende in balia di forze esterne, così da non permettergli una sua autodeterminazione, cosa che sembra tanto a cuore a Morris in tutto il libro. La libertà dell'uomo in questo modo svanisce, dal momento che è sottoposto a predeterminazioni. Non si può dire a nessuno come può essere libero, perché tale consiglio suonerebbe come un ordine.

torna all'inizioIndice

1.  L'uomo costruttore di sé

2.  La conoscenza dell'uomo da parte dell'uomo

3.  Basi di semantica

4.  Modi di vivere

5.  La catacombe dell'io

6.  L'universo dei molti

7.  La società aperta degli io aperti

8.  Libertà o frustrazione

Indice degli argomenti

torna all'inizioL'autore

Charles Morris (1901-1979), celebre semiologo americano. Tra le sue numerose pubblicazioni: Segni, linguaggio e comportamento (Longanesi, Milano, 1949); Symbolism and Reality. A study in the Nature of Mind. (Amsterdam, 1993); Lineamenti di una teoria dei segni (Manni, Lecce, 1999).

torna all'inizioLink

www.hum.au.dk/semiotics/docs/epub/urb97/Petrilli.htm

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