Storia della filosofia (moderna)
Il presente saggio nasce dall'opera di ricostruzione dei rapporti di Nietzsche con la cultura francese. Attraverso l'analisi dell'interpretazione nietzscheana dell'uomo antiromantico di una certa Francia dell'Ottocento, così come dell'uomo del Rinascimento, l'A. ripercorre i punti salienti del pensiero nietzscheano: la teoria prospettivistica della conoscenza, la trasvalutazione dei valori, la teoria dell'eterno ritorno e il superuomo inteso come colui che conosce accettando la molteplicità delle prospettive e riconoscendo la natura plurale del mondo.
È in questa direzione che procede l'analisi del rapporto di Nietzsche con Descartes, presentato qui come un rapporto non di opposizione, bensì di vicinanza e affinità. Ciò che lega Nietzsche a Cartesio sono il metodo e la passione per la conoscenza: se Schopenhauer e Wagner incarnano i valori romantici anti-latini e anti-classici, Cartesio invece incarna i valori del rigore e del metodo classico che costruisce coscientemente le regole al solo scopo di conoscere. La passione per la conoscenza è propria dell'uomo sperimentale, che cerca una nuova vita lottando contro gli istinti sociali incarnati, contro la pressione totalitaria della comunità. È attraverso l'individuazione di questo tipo di uomo nella filosofia francese di Cartesio, ma anche di Voltaire e di Montaigne, che Nietzsche - a partire da Umano troppo umano - si affranca dal romanticismo e dal germanesimo. Cartesio, Montaigne e Voltaire attuano la medesima ripresa del mondo classico, libero dalla morale socialmente riconosciuta, e si contrappongono non soltanto a Schopenhauer, ma anche a un Rousseau che Nietzsche vede come anticipatore dello spirito romantico.
Emerge così, all'interno del pensiero di Nietzsche, l'idea di una ragione che - contaminata dal razionalismo di Cartesio e dall'illuminismo di Voltaire - non si contrappone all'intuizione, ma a partire da essa riequilibra e organizza le passioni in maniera chiara e semplice ma, allo stesso tempo, non riduttiva poiché ne riconosce e ne mantiene la pluralità e dinamicità. La chiarezza e l'equilibrio del nuovo uomo della conoscenza sono quelle di colui che, di fronte al divenire, alla natura plurale dell'uomo e del mondo prova, piuttosto che inquietudine e smarrimento, gioia e desiderio di volontà intesa come potenza di direzione.
È nella formulazione di tali pensieri che si riconosce il debito di Nietzsche nei confronti anche di psicologi e fisiologi francesi a lui contemporanei come Richet, Joly e Ribot. Nietzsche fa proprio il modello del 'grand homme' di Joly, inteso come la risultante di molteplici fattori, l'accumulazione di energie che si distribuiscono e si organizzano metodicamente. Sono proprio tali caratteristiche, ricercate e ritrovate in una certa cultura filosofica e scientifica francese, che convergono nella formazione dell'immagine chiave del pensiero nietzscheano: il superuomo. Quest'ultimo è contrapposto all'uomo religioso di Renan che, a causa della sua adesione alla morale gregaria del cristianesimo, viene posto da Nietzsche all'interno di quello spirito romantico del Nord a cui egli contrappone l'uomo gioioso e caldo del Sud. Il superuomo è colui che ha superato la pesantezza della morte di Dio e vede se stesso come una pluralità di forze che devono sprigionare la propria energia alla ricerca di un equilibrio superiore, invece di vivere sottomettendosi all'assoluta totalità incarnata da Dio.
Si delinea così l'immagine di un Nietzsche lontano dalla filosofia romantica tedesca nazionalista e che invece, attraverso l'influenza di Burckhardt, esalta la ripresa rinascimentale della cultura classica latina, intesa come la cultura laica per eccellenza in cui si identifica l'uomo individualista e cosmopolita, colui che inverte i valori cristiani e rappresenta la molteplicità di energie contro l'unità schiacciante e dispotica del nazionalismo. La virtù rinascimentale, come quella rappresentata da Petrarca e Boccaccio, è una virtù non morale, che cerca la forma complessa e che si pone contro gli schemi prestabiliti della conoscenza. In quest'uomo rinascimentale, Nietzsche ritrova quei caratteri dionisiaci che sono comuni anche all'uomo greco e che confluiscono tutti nel superuomo: la volontà di potenza intesa come volontà di sprigionare le proprie molteplici energie, l'unità intesa non come unicità, ma come organizzazione complessa di prospettive diverse, l'accettazione dell'eterno ritorno e, dunque, della ateleologicità del mondo, l'amor fati.
Quest'individuo dionisiaco, di cui - secondo Nietzsche - Goethe è incarnazione, non soltanto si contrappone all'uomo religioso dei Renan e Michelet, ma è l'oltrepassamento dell'uomo della decadenza, cioè dell'uomo superiore: colui che è colpito dalla sofferenza della decadenza, consapevole della necessità di un superamento della morte di Dio e della creazione di nuovi valori e che però, a differenza del superuomo, non possiede ancora il coraggio né la potenza di realizzare tutto ciò.
Hugo, Baudelaire e Gobinau incarnano la figura dell'intellettuale decadente francese, fautore della degenerazione e della disgregazione di cui la vita parigina è un esempio lampante, come afferma Bourget, dal quale Nietzsche è chiaramente influenzato. Se però, da un lato, la decadenza è degenerazione e reazione, mancanza di volontà di potenza, dall'altro lato, è necessaria per il passaggio a una nuova fase, quella del superuomo e dell'inversione dei valori, poiché è la decadenza, proprio in quanto disgregazione, che mette in evidenza fenomeni ed elementi fin a quel momento schiacciati nell'unità apparente del sistema metafisico e religioso. Allora, l'uomo superiore e decadente degli Hugo, dei Gobinau e dei Baudelaire sembra essere necessario all'avvento del superuomo e quindi al riconoscimento del mondo come natura complessa e plurale che Nietzsche ritrova anche in un Taine il quale, se pur positivista, ha fiducia nei piccoli fatti e adotta un atteggiamento attivo e non reattivo nei confronti della vita. Ciò che unisce Nietzsche a Taine è il rifiuto della metafisica intesa come predominio della coscienza che rivela il prevalere di una singola cosa su una molteplicità di altre cose. La coscienza è un'idea fissa che schiaccia le altre, creando una unità apparente dietro la quale si nascondono molteplici funzioni organiche, complesse e irriducibili.
Nietzsche fa propria la teoria scientifica secondo la quale la vita organica è la base della personalità fisica e psichica. Sono proprio queste idee e queste acquisizioni la base del progetto nietzscheano di costruzione di un contro-movimento il cui protagonista sia il superuomo in opposizione al tipo decadente.
Ecco che allora la ricostruzione della trama francese del testo di Nietzsche, piuttosto che diminuirne l'originalità, è necessaria alla comprensione e all'interpretazione del pensiero del nostro filosofo, che così emerge in tutta la sua particolarità, perdendo l'aspetto di filosofia isolata e acquistando, invece, il ruolo di ponte con il secolo nuovo.
Préface de Jacques le Rider
Avertissement et abréviations
Introduction
I-NIETZSCHE, DESCARTES ET L'ESPRIT FRANCAIS
L' "artisan Descartes" contre Nietzsche "noble et guerrier"
Le "mensonge nécessaire" et la "véracité du Dieu de Descartes"
Le chemin de la connaissance
Le batailles de Descartes
Sum, ergo cogito: cogito, ergo sum
Descartes: raison et révolution
L'équilibre de la raison classique et les monstria moralia
II-LE "DEVA" DES DIALOGUES PHILOSOPHIQUE ET LE SURHOMME DE NIETZSCHE. RENAN
COMME "ANTIPODE"
Le mythe de Jésus de Strass à Renan: le choix de Wagner et du jeune
Nietzsche
L'énergie de la "crise": Renan, Burckhardt et Nietzsche
"Parfum" Renan: "la niaiserie religieuse par excellence"
La philosophie de Nietzsche: un "renanisme exaspéré et sans nuances"?
Machinerie et idéal: le "rêve" technocratique de Renan et la critique de
Nietzsche
III-"KULTUR" GERMANIQUE ET "ZIVILISATION" LATINE DANS LA RÉFLEXION DE WAGNER ET DE
NIETZSCHE
Le "germanisme" du jeune Nietzsche: Wagner et le "bourbier de Bayreuth"
"Solitude égoïste" des arts mélodrame italien. Les origines renaissantes de
la civilisation latine
"Esthétiser sur le fondement d'un monde immoral": la critique wagnérienne de la
"civilisation romane"
La nostalgie de l'idylle et la Révolution française. La "renaissance" tragique:
les ambiguïtés de la libération wagnérienne
IV-LE MIDI ER LA RENAISSANCE: "LA VÉGÉTATION HUMAINE Y EST PLUS FORTE"
La Renaissance du nouvel éducateur. La philologie et la grandeur historique
L'époque des hommes "individuels". La première leçon de Burckhardt
La Renaissance et la "plante humaine": Stendhal. Taine et Nietzsche
Napoléon: "le frère posthume de Dante et de Michel-Age"
"È tutto festa". À la recherche du "monstre gai"
"Cesare Borgia pape". Nietzsche contre Gobineau: Goethe et l' "homme de la Renaissance"
V-LES DIEUX ED LA DÉCADENCE
Byron à Venise: la guérison de l' "homme supérieur"
"En ce siècle où les dieux sont tous éteints..."
"Vox populi, vox dei". Le Romantisme de Jules Michelet, Victor Hugo et George Sand. Les
héros d'Arthur de Gobineau
Le Cagliostro démagogue et l' "histrion" dionysiaque
VI. LE VOYAGE À COSMOPOLIS DE MONSIEUR NIETZSCHE
"Le Parisien comme extrême européen"
"Anatomistes, physiologistes, je vous retrouve partout!"
La maladie de la volonté
Styles de la "décadence"
Appendice - Les livres françaises de la bibliothèque de Nietzsche
Bibliographie
Index
Giuliano Campioni insegna Storia della filosofia all'Università di Lecce ed è stato collaboratore di Mazzino Montinari. Le sue ricerche hanno ricostruito, attraverso lo studio delle fonti, il contesto storico dell'impresa culturale e filosofica di Nietzsche. Ha dedicato tre monografie e numerosi saggi al filosofo tedesco, a Schopenhauer, Renan, Burkhardt, Wagner e all'edizione critica di Nietzsche. Attualmente dirige, insieme a Mario Carpitella, l'edizione italiana Colli-Montinari e ha pubblicato ultimamente il terzo volume dell'epistolario (1875-1879) nonché gli scritti giovanili di Nietzsche (Milano, rispettivamente 1995 e 1998-2001).