Perrot, Martyne, Etnologia del Natale. Una festa paradossale.
Trad. it. di trad. G. Lagomarsino, Milano, Elèuthera, 2001, pp. 192, Euro
12,91, ISBN 88-85060-56-0
[Ed. or.: Ethnologie de Noël. Une fête paradoxale, Grasset, Paris,
2000).
Antropologia
(mito) (rito)
Indice - L'autore
Babbo Natale - si chiede l'A. - lo ha inventato la Coca-Cola oppure no? Il saggio
esplora le origini del mito di Santa Claus, dalle lontane radici pagane alla
cristianizzazione della festa, durante il Medioevo e l'Età moderna, sino
all'attuale implosione della festa religiosa e familistica a favore di un rinnovato
rito pagano, fatto di consumi smodati e sfacciati sprechi alimentari, il "potlach della
modernità".
La festa di Natale in Occidente (e non solo) è un momento di intensa
espressione collettiva e produce una riattualizzazione ciclica di grandi figure che
hanno lasciato un'impronta nella storia: si celebrano la carità, la
solidarietà, la famiglia e l'infanzia, o almeno quell'idea di famiglia e
d'infanzia che è nata in Europa come negli Stati Uniti a metà del secolo
XIX. In quel periodo, la compassione per i bambini poveri e vagabondi diventa una
costante dell'arte, della letteratura, della mentalità collettiva e
perciò un motivo costante e dominante dell'immaginario natalizio.
La festa di Natale costituisce una "invenzione della tradizione", avendo un'origine
ottocentesca, ma al tempo stesso è "universale" essendosi diffusa ben oltre i
confini europei e nordamericani, sino agli Inuit della baia di Hudson o agli abitanti
di Trinidad, come ha raccontato il sociologo Daniel Miller. L'attuale celebrazione
è infatti un fenomeno sincretico, impasto di tradizioni e pratiche eterogenee,
che ha saputo adattarsi ai simboli locali, amalgamandoli con i simboli anglo-americani,
in primis con la figura dell'anziano barbuto e vestito di rosso, Babbo Natale appunto,
uscito dalla penna di un creativo della Coca-Cola negli anni Trenta del secolo XX.
"Mentre molte ricorrenze tendono a sparire, questa pare rafforzarsi man mano che viene
adottata e reinterpretata da altre culture. In quest'ottica il Natale si presenta come
un esempio privilegiato, che dà modo di riflettere su quelli che talvolta sono
sbrigativamente definiti gli effetti della 'globalizzazione'" (p. 12).
Se in campo socio-antropologico pochi scienziati si sono occupati del fenomeno
natalizio - con le famose eccezioni costituite dai saggi di Claude Lévi-Strauss
(Babbo Natale giustiziato (1952), Palermo 1995) e di Francois-André
Isambert (La fin de l'annés, Paris 1976) -, molti folkloristi, tra cui il
noto demologo Arnold Van Gennep, si sono dedicati allo studio minuzioso delle feste
dette "ciclo dei dodici giorni", che vanno da Natale all'Epifania. Questo periodo
dell'anno è sempre stato propizio alla comunicazione tra mondo dei vivi e mondo
dei morti, un tempo "non tempo" irto di pericoli per la mancanza di cesura fra mondo
terreno e ultraterreno, che viene esorcizzato con cerimonie, riti apotropaici, magici,
come l'accensione di candele, canti, feste, doni, soprattutto ai bambini, vicari dei
morti nel mondo dei vivi.
Il saggio dell'antropologa francese esplora il ricchissimo repertorio della storia del
Natale, dalle lontane origini pagane (Saturnali, culto del Sol Invictus ecc.) alla
trasfigurazione della figura di San Nicola, destinato a diventare Santa Claus (in
Italia Babbo Natale) affrontando alcune problematiche socio-culturali legate a
particolari usanze sociali e simboliche.
In particolare, abbiamo trovato interessante la ricerca sul terreno svolta dall'A. tra
alcune famiglie francesi su concezioni e pratiche natalizie contemporanee e l'analisi
sull'attuale "spirito del dono", per riprendere un'espressione di Jacques Godbout
(Lo spirito del dono (1992), Torino 1998), che domina il circuito dei regali
natalizi, dove il consumismo e l'esigenza di esprimere e trasmettere potere, attraverso
doni che siano anche status-symbol, si mescola all'esigenza di cementare l'unione
familiare, rafforzandola anche attraverso doni, espressioni d'affetto, di cura
parentale, di altruismo e generosità, simboliche e reali.
| Indice |
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Prologo
Introduzione
I. L'origine del racconto o racconto delle origini?
II. Babbo Natale: una biografia "per scomparti"
III. Lo "spirito di Natale": nascita della festa moderna nell'Ottocento
IV Regali a migliaia...o i paradossi del consumo sentimentale
V. Il costo delle relazioni o il prezzo dell'intimità
VI. Il bambino, un "passatore"
VII. Natale in famiglia
VIII. Nostalgia, turismo e patrimonio...
Epilogo
| L'autore |
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Martyne Perrot è ricercatrice del CNRS dal 1980. Attualmente collabora con il
CETSAH, un centro di studi interdisciplinari diretto da Edgar Morin. Ha pubblicato
numerosi libri ed articoli di carattere socio-antropologico.
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di maggio
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