Bauman, Zygmunt, Modernità liquida.
Trad. it. di S. Minacci, Roma-Bari, Laterza (Sagittari), 2002, pp. XXII+272, Euro
15,00, ISBN 88-420-6514-5 .
Sociologia
Indice - L'autore
In questo testo - che si può considerare l'anello di congiunzione tra due
altre opere di Bauman, La solitudine del cittadino globale e La società
individualizzata - il sociologo polacco descrive la società attuale sulla base
dell'idea della liquidità: l'A. vede ogni dimensione del sociale attraversata da
una forte instabilità, da una sorta di fluidità appunto.
L'argomentazione si sviluppa lungo cinque capitoli dedicati all'emancipazione,
all'individualità, al tempo e allo spazio, al lavoro, alle relazioni
sociali.
Nel primo capitolo si affronta il tema della libertà: la modernità ha
affrancato gli uomini da molte dipendenze, ma tale liberazione è un bene o un
male? Già Hobbes e Durkheim sottolineavano che la sottomissione normativa
dell'individuo alla società era la paradossale condizione della sua liberazione.
Oggi, l'individuo si sente perso, proprio perché slegato da ogni vincolo. Si
mostrano allora i tratti che distinguono il moderno tradizionale dal moderno attuale.
In entrambi i casi, gli uomini cercano di superare i propri limiti, ma nella condizione
attuale due sono i tratti nuovi: 1. il fatto che sia crollata "la convinzione che la
strada lungo cui procediamo per superare i limiti abbia un fine raggiungibile" (p. 19);
2. la deregolamentazione e privatizzazione dei compiti. Questi elementi sono
all'origine della crisi della cittadinanza - discussa, anche attraverso categorie
più riconducibili alla filosofia politica, ne La solitudine del cittadino
globale. Su tali basi, l'A. ritiene che il compito di una teoria critica sia destinato
a mutare nella società odierna: la teoria critica e la filosofia in generale non
hanno più di fronte il problema di un'ingerenza eccessiva e totalitaria delle
istituzioni e della politica sulla vita degli individui, quanto piuttosto la questione
della sfera pubblica che deve essere difesa dall'invasione del privato "al fine di
accrescere, non ridurre, la libertà individuale" (p. 48).
Correlato ai problemi della libertà è lo stato
dell'individualità. L'A. introduce l'idea del passaggio a un capitalismo
leggero, ossia da un capitalismo weberianamente orientato a enfatizzare il momento
della scelta dei mezzi e della burocrazia a uno che invece pensa ai fini da perseguire.
Conseguentemente, anche la fase del consumismo muta: l'attività del consumatore,
più che identificarsi nel soddisfacimento di bisogni articolati, coincide con
l'ambito del desiderio. Il consumo diventa elemento di costruzione delle
identità.
La dimensione della modernità liquida si caratterizza anche per un particolare
sfondo spazio-temporale. Innanzitutto, molti luoghi delle società contemporanee
tendono, nelle realtà urbane, a esiliare l'altro oppure ad annullare la
diversità (è il caso delle aree di consumo). Inoltre, alcuni luoghi si
configurano, sostiene Marc Augè, come non-luoghi: è il caso di alberghi o
aeroporti, sono "spazi privi di espressioni simboliche di identità, relazioni e
storia" (p. 113). Anche la sfera temporale presenta nuove caratteristiche: attraverso
l'aumento della velocità delle comunicazione e degli spostamenti, la
modernità liquida ha reso molte esperienze accessibili con immediatezza. Proprio
questa centralità dell'immediato nel mondo attuale mina fortemente gli elementi
della memoria del passato e la fiducia nel futuro che sono stati sinora "i ponti
culturali e morali tra fugacità e durabilità" (p. 147) e "tra assunzione
di responsabilità e filosofia del carpe diem" (ibid.).
Nel quarto capitolo, l'attenzione s'indirizza sul momento del lavoro. In passato,
l'attività lavorativa si fondava sull'idea che essa potesse aiutare a
migliorare, si legava cioè all'idea della fiducia: anche tale idea si è
venuta progressivamente sciogliendo. Viene meno la fiducia nella politica, a causa
della crisi nelle istituzioni, in primis lo stato, incapaci di guidare efficacemente le
società attuali; viene meno la fiducia nella scienza, che ora scopre "l'indole
endemicamente indeterministica della natura del mondo" (p. 155). Il lavoro, in questa
condizione di insicurezza di tipo "indivilizzuatrice" (p. 170), assume un significato
principalmente estetico: "Ci si attende che sia gratificante di per sé
anziché essere valutato in base ad effetti reali presunti che arreca al prossimo
o al potere della nazione e del paese" (p. 160).
Nel capitolo conclusivo, l'A. si sofferma sull'attenzione, posta da alcuni teorici,
sulla dimensione della comunità come possibile rifugio per gli individui
moderni, che tante incertezze e difficoltà esistenziali affrontano. Anche
qui, tuttavia, si denota una mancanza di solidità: il legame fra stato e nazione
viene visto in fase di dissoluzione. Si introduce l'idea di comunità guardaroba
o carnevalesca: considerando la situazione della politica internazionale (in
particolare riferita alle aree calde del pianeta, ad esempio i Balcani), il sociologo
afferma che le comunità attuali "tendono ad essere effimere (...), incentrate su
un unico aspetto o finalità. Il loro arco vitale è breve (...). Il loro
potere emana non dalla loro durata prevista ma, paradossalmente, dalla loro
precarietà e incertezza del futuro, dalla vigilanza e dall'investimento emotivo
che la loro fragile esistenza reclama a gran voce" (p. 235).
Il testo si chiude con un contributo sull'attività dello scrivere di
sociologia. L'A. crede che il ruolo del sociologo di fronte all'insieme dei problemi
sopra descritti possa avere un valore non trascurabile: deve porre al centro della sua
attenzione l'autocoscienza, la comprensione e la responsabilità individuale. Non
si tratta tanto di scegliere tra una sociologia impegnata e una neutrale, perché
"il solo compito della sociologia è far sì che le scelte siano realmente
libere" (p. 256). E questo finale sembra schiudere uno spiraglio di speranza al termine
di una ricostruzione dai toni piuttosto gravi, che tuttavia sembra essere applicabile
più alle dimensioni urbane delle società occidentali avanzate che
all'intera società contemporanea, a meno che non si voglia istituire
un'equazione tra le due dimensioni.
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Introduzione
Prefazione. Sull'essere leggeri e liquidi
1. Emancipazione
2. Individualità
3. Tempo/spazio
4. Lavoro
5. Comunità-Riflessione
Sullo scrivere; sullo scrivere di sociologia
Note
Indice analitico
L'autore
| L'autore |
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Zygmunt Bauman è uno dei più noti sociologi contemporanei. Nelle sue
opere si è occupato di una serie di temi rilevanti per la società e la
cultura contemporanea: dall'analisi della modernità e postmodernità,
all'Olocausto, al ruolo degli intellettuali, fino ai più recenti studi sulle
trasformazioni della sfera politica e sociale indotte dalla globalizzazione.
Attualmente insegna Sociologia nelle university di Leeds e Varsavia. Tra i suoi libri
si segnalano Modernità e olocausto (20012; tr. it., Bologna 1999), La decadenza
degli intellettuali (1987; tr. it., Torino 1992), Le sfide dell'etica (1993; tr. it.,
Milano 2002), La solitudine del cittadino globale (2001; tr. it., Milano 2002).
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