Università degli Studi di Bari - Labora torio di Epistemologia Informatica e Dipartimento di Scienze Filosofiche

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Dal Lago, Alessandro - De Biasi, Rocco, Un certo sguardo. Introduzione all’etnografia sociale.
Roma-Bari, Laterza, 2002, pp. 326, ISBN 88-420-6541-2

Recensione di Alessandra Guigoni - 28/5/02

Antropologia, sociologia

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L’etnografia, dopo essere stata ingiustamente considerata a lungo come una specie di hobby nell’ambiente sociologico, in quanto dotata di metodi considerati scarsamente attendibili e verificabili, finalmente è stata pienamente riabilitata.

"Ancora qualche anno fa dire che la sociologia, soprattutto quella ‘etnografica’, era un ‘genere di scrittura’ [...] sembrava una pericolosa eresia, mentre oggi si tratta di una posizione del tutto legittima, anche se ammessa con riluttanza da molti sociologi che Weber avrebbe definito specialisti ‘senza cuore’"(p. IX).

Superati dunque i pregiudizi della categoria, resta da descriverne metodi, oggetti e scopi: lungi dall’essere una metodologia chiusa e rigidamente definita, l’etnografia sociale si configura come uno stile di analisi complesso e sfaccettato. La si potrebbe definire come la descrizione di un particolare mondo sociale in base a una prospettiva non scontata (cfr. p. X). Va aggiunto che fare etnografia sovente significa descrivere realtà sociali in base a presupposti che ne illustrino aspetti poco evidenti e non ovvi.

Una regola aurea del bravo etnografo sociale consiste nel trattare ciò che è ovvio come se fosse strano e ciò che appare strano come ovvio. Questa affermazione conduce a importanti assunti epistemologici: il più importante forse consiste nel rifiutare le definizioni di senso comune dei fenomeni sociali e per raggiungere questo obiettivo l’uso dell’ironia metodologia (pratica che in inglese suonerebbe come debunking) diventa essenziale.

"Dato il presupposto del debunking le ricerche etnografiche sono spesso caratterizzate da una certa predilezione per ciò che è marginale, imprevedibile, curioso" (p. XI). Un esempio di ciò sono gli oggetti di ricerca degli autori del volume: membri di Cosa Nostra, magistrati, poliziotti, ultrà, insegnanti.

Un’altra caratteristica portante del metodo etnografico è l’esperienza e l’immersione nel mondo sociale: i "Padri fondatori" della Scuola di Chicago giravano per ghetti, bordelli e accampamenti di senza tetto, alcuni lavoravano sul terreno in case da gioco e ospedali psichiatrici, altri, come nel caso degli autori del volume, hanno bazzicato stadi di calcio, commissariati di polizia, tribunali…

Lo stile etnografico presuppone la capacità di guardare, un osservare sinestetico profondo, che permetta di cogliere il senso di una pratica, di un fenomeno, di un rito. Lo sguardo etnografico naturalmente non è uno sguardo "innocente", da bambini, ma è carico di saperi, presupposti e tecniche che "diversamente dal mondo delle scienze naturali e anche della sociologia o dell’antropologia orientate in senso empiristico, non sono necessariamente codificati dai manuali, non fanno parte della scienza normale" (p. XIII).

Ciò significa che nell’esaminare lo stesso fenomeno, poniamo la violenza degli ultrà del calcio, gli scienziati sociali sono portati a considerare il fenomeno sociale come un rituale di gruppo ad esempio Dal Lago, De Biasi, Bromberger; altri li considerano comportamenti devianti, come Roversi, o ancora specifici di sottoculture urbane come nel caso di Marchi e Dunning.

Ciò non stupisca: lo sguardo etnografico è interpretativo […] e perciò il lavoro etnografico comporta condizionamenti soggettivi della ricerca; Weber a tale proposito ha affermato significativamente: "Ogni conoscenza della realtà culturale […] è sempre una conoscenza di punti di vista particolari" (Weber 2001, p.179).

Una delle condizioni primarie dell’etnografo, quando entra in un certo mondo sociale o, detto in gergo, conduce una ricerca "sul terreno", consiste nel fare osservazione partecipante. L’osservazione partecipante consiste nel tentare di guardare ciò che avviene mantenendo il più possibile un distacco scientifico. Tale coinvolgimento pone l’etnografo in una condizione sociale ed esistenziale particolare, che si potrebbe sintetizzare con i termini spaesamento e/o sdoppiamento.

Lo spaesamento a cui perviene l’etnografo è la condizione essenziale per cogliere l’alterità; specie in passato l’etnografo si recava in paesi lontani; la rottura col suo stile di vita quotidiano era il punto di partenza della ricerca sul campo. Lo sdoppiamento è la condizione soprattutto dell’etnografo che fa ricerca sul campo at home, ossia nel suo stesso orizzonte culturale. Quest’ultimo si trova in una situazione "più ambigua" (p. XV) dato che le situazioni che studia appartengono non a mondi altri, bensì a mondi contigui, limitrofi, per cui lo sguardo deve essere quanto mai "allenato" e profondo.

In conclusione la ricerca etnografica è caratterizzata dal privilegio dell’osservazione e della thick description (descrizione densa) delle pratiche sociali; non pretende di essere oggettiva o esaustiva ma è consapevole di adottare punti di vista inevitabilmente parziali. "Benché basata essenzialmente su metodi empirici di osservazione e descrizione, la ricerca etnografica presuppone uno sguardo denso di teoria, quindi non ingenuo, né vincolato dogmaticamente all’evidenza di dati così come è veicolata dalle versioni ufficiali, anche sociologiche" (p. XVII). Entro questa cornice teorica è intuitivo capire perché i metodi d’osservazione e descrizione etnografica siano plurali e perché Dal Lago nei riguardi dell’etnografia sociale preferisca parlare di stile di ricerca e d’analisi piuttosto che di metodologia.

Inoltre ci sembra importante la legittimazione da parte di Dal Lago e De Biasi di metodi etnografici quali l’analisi documentaria, le interviste, le storie di vita, e l’analisi di materiali sonori e audiovisivi, troppo spesso ancora sviliti dal milieu socio-antropologico.

Questo volume, polifonico e poliedrico, com’è nello stile di Alessandro Dal Lago e dei suoi collaboratori, costituisce un invito all’etnografia e offre al lettore una riflessione sulle tradizioni di ricerca e un’ampia rassegna d’indagini sul campo in cui le diverse tecniche di analisi sono mostrate ‘dal vivo’ e in progress.

Le ricerche comprese nel volume sono state articolate in due parti, Mondi e Professioni, a cui sono stati premessi due saggi che discutono le necessarie interazioni tra etnografia sociale, antropologia e storia.

Il saggio di Augusta Molinari opera un confronto tra storia ed etnografia sociale sul terreno della storia orale, della microstoria e delle storie di vita. Federico Rahola analizza il rapporto intercorrente tra pratiche etnografiche e sapere antropologico, prendendo come assunto fondamentale la rilettura che Clifford Geertz fa dei classici etnografici del Novecento secondo la quale ogni etnografia è già di per sé un atto interpretativo.

Il saggio di Luca Guzzetti sul lavoro degli scienziati mette in luce la costruzione sociale delle imprese della scienza, dietro la maschera di neutralità e oggettività di superficie.

Federico Boni affronta con stile etnografico l’analisi del pubblico dei media; il saggio di Rocco De Biasi è centrato sul pubblico del calcio, mentre Alessandra Dino presenta una ricerca sulla mafia in Italia.

Alessandro Dal Lago e Emilio Quadrelli fanno il punto sulla loro ricerca condotta in un ambiente di criminali di professione, dove la ricerca è stata problematica e sono stati utilizzate interviste non strutturate e metodi analoghi a quelli della storia orale.

Il saggio di Fabio Quassoli presenta i risultati di una ricerca etnografica sul lavoro dei magistrati, mentre Salvatore Palidda ha affinato il proprio sguardo etnografico nell’ambiente delle polizie; infine Devi Sacchetto ha presentato i risultati di una ricerca condotta su di un campione di insegnanti italiani.

Indice

Introduzione di Alessandro Dal Lago e Rocco De Biasi
1. L’emergere dell’etnografia – 2. Lo stile etnografico – 3. I primordi dell’etnografia: la Scuola di Chicago – 4. Goffman e l’etnografia della vita quotidiana – 5. L’etnometodologia e lo studio della conoscenza quotidiana – 6. Altre tradizioni di ricerca etnografica – Riferimenti bibliografici
Nota dei curatori

Parte prima – Saperi
Etnografia sociale e storia di Augusta Molinari
1. Da paracadutisti a cercatori di tartufi2. L’arte dell’ascolto3. Vite di carta – Riferimenti bibliografici
Pratiche etnografiche e sapere antropologico di Federico Rahola
1. La parola e le sue traiettorie2. Un presente etnografico?3. Osservare e trascrivere4. Il "punto di vista dei nativi"5. La voce degli altri – Riferimenti bibliografici

Parte seconda – Mondi
L’etnografia del laboratorio scientifico di Luca Guzzetti - Riferimenti bibliografici

L’etnografia del pubblico dei media di Federico Boni
1. La sociologia della comunicazione e lo studio del pubblico dei media1.1. Cercasi pubblico disperatamente - 1.2. Dalle gratificazioni individuali alle pratiche sociali – 2. Un etnografo davanti alla tivù2.1. L’approccio qualitativo al consumo dei media - 2.2. Metodologia e metodi dell’etnografia del pubblico – 3. Media, interazione e vita quotidiana3.1. Media e riti quotidiani - 3.2. Consumo dei media e costruzione dell’identità - Riferimenti bibliografici

Il tifo calcistico di Rocco De Biasi
Premessa1. Il calcio come fenomeno sociale1.1. Il tifo estremo: "hooligans" e ultrà - 1.2. I nuovi scenari sociali del tifo estremo – 2. Verso un’etnografia del rituale calcistico2.1. Lo stadio come raccoglitore di riti - 2.2. L’ambivalenza del rituale calcistico - 2.3. La plasticità ermeneutica dei rituali - 2.4. La metafora bellica: lo stadio di calcio come scenario sociale – 3. L’etnografia dello stadio3.1. Questioni di metodo e di indagine sul campo - 3.2. Descrizione etnografica di un evento – Riferimenti bibliografici

Vita quotidiana di Cosa Nostra: "normalità" della devianza? di Alessandra Dino
1. Alcune riflessioni sul metodo – 2. È possibile un’etnografia di Cosa Nostra?3. Processi di costruzione delle identità mafiose – 3.1. La configurazione della struttura di Cosa Nostra - 3.2. Il reclutamento - 3.3. Alcune trasformazioni richieste dal processo di adattamento - 3.4. Lo scambio dei favori con il mondo politico - 3.5. Il sistema delle estorsioni: valenze operative e significati simbolici - 3.6. Altri strumenti per il controllo del territorio - 3.7. I codici comunicativi - 3.8. Re- ligiosità e morale dentro Cosa Nostra – 4. Figure femminili tra estraneità e appartenenza a Cosa Nostra5. Qualche considerazione conclusiva – Riferimenti bibliografici

Parte terza – Professioni
Etnografia di una professione criminale di Alessandro Dal Lago ed Emilio Quadrelli

Premessa1. Dove nascono i duri2. Ragazzini di strada e teppisti americani3. Comunità di duri4. Vite spericolate5. Conclusioni – Riferimenti bibliografici

Il sapere dei magistrati: un approccio etnografico allo studio delle pratiche giudiziarie di Fabio Quassoli
1. Introduzione2. Il percorso di ricerca3. L’immigrato irregolare/clandestino e il sistema giudiziario3.1. Imputati, reati e procedimenti "tipici" - 3.2. "Status" legale e condizione sociale dell’imputato nell’iter giudiziario - 3.3. Caratterizzazioni proverbiali e conoscenza di senso comune – Riferimenti bibliografici

Come si studia il lavoro della polizia di Salvatore Palidda
Premessa1. Nota sugli studi della polizia2. Alcune questioni teoriche sulla polizia3. Il sapere sulla società come primo risultato del lavoro di polizia4. La gestione delle regole del disordine5. Il riconoscimento sociale del lavoro di polizia6. Le statistiche del lavoro di polizia7. L’attività coercitiva violenta8. Le innovazioni tecnologiche nel lavoro della polizia postmoderna – Riferimenti bibliografici

La vita professionale degli insegnanti nelle loro parole di Devi Sacchetto
1. Introduzione e metodologia della ricerca2. L’inizio della professione3. La costruzione della carriera4. Sostituti di una famiglia in via di implosione5. Il rapporto "salvifico"6. La cooperazione incentivata7. Note conclusive – Riferimenti bibliografici

Gli autori - Indice degli argomenti

L'autore

I curatori appartengono entrambi al DISA dell’Università di Genova. Alessandro Da Lago è ordinario di sociologia e docente di Sociologia dei processi culturali, Rocco De Biasi insegna Sociologia.

Links

Home page di Alessandro Dal Lago nel sito www.unige.it

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