Duranti, Alessandro (a cura di), Culture e discorso. Un lessico per
le scienze umane.
Roma, Meltemi, 2002, pp. 438, euro 24,79. ISBN 88-8353-107-8.
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Il Lessico è nato da unidea di Alessandro Duranti,
antropologo italiano da molti anni allestero, che questanno
ha vinto il Mayfield Award attribuito ogni anno dallAmerican
Anthropological Association a quegli insegnanti che più hanno
contribuito alla diffusione dell'antropologia come disciplina dinsegnamento
universitario; lattribuzione del premio non può che destare
piacere, visto che il premiato è per la prima volta un italiano.
Infatti, in generale lantropologia italiana è (ancora?) poco
conosciuta allestero, ma Duranti è uno studioso noto e apprezzato
nel mondo accademico internazionale, costituendo, insieme a pochi altri,
una piacevole eccezione alla regola.
Duranti spiega nella Prefazione la quasi casualità con
cui il "suo" Lessico è venuto a comporsi; è stato
infatti il risultato di un seminario di antropologia del linguaggio del
1998 allinterno dello SLA (Society for Linguistic Anthropology)
che vide la partecipazione di numerosi specialisti chiamati a offrire
la definizione sintetica (non più di 1000 parole costituiva limperativo
categorico) di alcuni termini importanti nellambito delle scienze
umane con un taglio antropologico come, ad esempio, atto,
codice, registro, variazione.
In seguito i termini del Lessico si sono moltiplicati grazie alla
partecipazione di altri colleghi su invito dello stesso Duranti ed è
stato così pensato e realizzato un volume che raccogliesse tutti
i contributi. È nato così Key Terms in Language and Culture,
un volume uscito nel 2001 che tenta di sintetizzare molti dei concetti
fondamentali per chi si occupa di linguaggio da un punto di vista antropologico.
Il volume è stato prontamente tradotto in italiano da Meltemi e
costituisce unoperazione culturale di rilievo: molte delle voci
presenti sono state per la prima volta tradotte in italiano, costituendo
dei neologismi concettuali di cui si sentiva la mancanza nel panorama
linguistico italiano, come la voce Agentività tanto per
fare un esempio. Lagency (tradotto col neologismo agentività)
riguarda le analisi sui modi in cui le azioni umane sono dialetticamente
connesse alla struttura sociale, in modo tale da rendere le due dimensioni
reciprocamente costitutive. Gli esseri umani "fanno" la società,
proprio come la Società "fa" loro.
Il volume costituisce anche un tributo al tenace lavoro dideazione
e raccolta delle voci da parte di Alessandro Duranti, che ha coordinato
il lavoro complessivo di 74 antropologi.
Sono settantacinque le voci raccolte in questo lessico di sapore enciclopedico,
compilate da altrettanti specialisti delle scienze socio-antropologiche
(Duranti si è riservato la stesura della voce Intenzionalità);
le voci rimandano ad altre voci, interrompendo spesso la sequenzialità
del Lessico e intrecciando numerosi rimandi e collegamenti interni, fino
a configurarsi come un abbozzo di ipertesto piuttosto che come un lessico
"tradizionale", "finito" e circoscritto dalla descrizione
minuziosa di ciascun lemma.
In fondo al libro lindice analitico, davvero particolareggiato,
aggiunge valore al volume; anche lelenco degli autori è pensato
con intenti comunicativi: accanto ad ogni nome, provvisti dindirizzo
di dipartimento e di indirizzo di posta elettronica è una trovata
semplice ma efficace, per favorire la comunicazione e lo scambio di opinioni
tra studiosi, studenti e cultori della disciplina.
Infine la postfazione di Paolo Fabbri, docente di Semiotica allUniversità
di Bologna, chiosa i discorsi del Lessico aumentandone la risonanza e
limportanza. Paolo Fabbri fa alcune affermazioni di ordine generale,
sullontologia del dizionario, che in generale è "un
genere discorsivo che comprende un ordigno significante e un dispositivo
semantico. Lordine dei vocaboli dipende dallarbitrario dellalfabeto,
mentre il piano del senso è definito dalla relazione "elastica"
tra denominazione e definizione [
] La scelta di questo genere testuale
sembra particolarmente felice nello stato attuale delle discipline della
significazione e della cultura [
] Senza smarrire la coerenza, grazie
a un sistema di rinvii
il Lessico di Duranti diventa unenciclopedia
ragionata, unica per la polifonia delle sue voci" (p. 412).
Inoltre, Fabbri appunta la sua attenzione sul Lessico in questione
come artefatto culturale di uso sociale, che concettualizza conoscenze
e attribuisce valori alle voci comprese creando una rete di senso. Rivendica
inoltre la liceità di una semiotica antropologica o di una antropologia
semiotica che studi "i sistemi e i processi della significazione
che caratterizzano le culture e ne (ri)producono i soggetti e gli oggetti,
le pratiche e le passioni" (p.414).
Tra le voci si distinguono a nostro parere per chiarezza espositiva e
profondità di sguardo Contatto curato da Christine Jordan,
Corpo di Mariella Pandolfi e infine Media di Debra Spitulnik;
questultima è una delle antropologhe di scuola statunitense
più attente e preparate sul mondo dei media, che ha svolto un lavoro
molto innovativo sugli usi socializzanti e innovatori della Radio e delle
radio locali nello Zambia.
Christine Jordan definisce il contatto come un fenomeno linguistico
e culturale del tutto normale, visto che gruppi culturali e lingue non
vivono mai in totale isolamento, e dato che nessuna forma culturale è
statica, ma sono tutte dinamiche, seppure a velocità e con modalità
diverse. Jordan lega perciò il contatto al cambiamento, che è
uno dei più importanti effetti del contatto, e in un certo senso
"incarna laspetto essenziale di lingue e culture fornendo prova
di vitalità delle comunità linguistiche e mettendo in luce
la natura adattiva della cultura" (p.79). Gli antropologi e i linguisti
interessati al contatto e alle trasformazioni da esso apportate cercano
perciò di comprendere i meccanismi e i processi del mutamento,
puntando la loro attenzione su molteplici fenomeni quali linterferenza
linguistica, le interlingue, il bilinguismo, il multilinguismo, il cambiamento
linguistico, lobsolescenza e la genesi delle lingue pidgin e creole.
"Quanto agli antropologi che svolgono ricerche sui contatti culturali,
il loro interesse si è soffermato per lo più sui processi
di prestito culturale, di diffusione, di reinterpretazione, sincretismo
e acculturazione
sulla creolizzazione culturale e leffetto
esercitato dalla globalizzazione sulle culture locali" (p.80).
In particolare Jordan analizza alcuni motivi e temi di riflessioni da
parte di antropologi interessati al contatto linguistico e/o culturale
e infine ipotizza lapplicazione della creolizzazione linguistica
ai fenomeni della globalizzazione, che è in buona sostanza un processo
di contatto, forse senza precedenti della stessa portata, nonché
motore di rapida trasformazione sociale. E probabile, aggiunge "che
ci sarebbe di grande aiuto nel tentativo di comprendere i tipi di trasformazioni
indotte dal contatto che la globalizzazione reca con sé" (p.82).
Lautrice infatti ripensando al ruolo svolto da superstrato e substrato
nella nascita di lingue pidgin e creole, paragona linterazione reciproca
di substrato linguistico (paragonabile alle tradizioni locali) e superstrato
(paragonabile alla cultura del sistema-mondo) nella nascita di nuove formazioni
culturali, spesso molto diverse dalle culture locali, come nel caso di
Ibadan (Nigeria), Labastide-Murat (Francia) e infine Honiana
(Isole Salomone), questultima dove si è osservata una creolizzazione
culturale che ha riempito forme nuove di significati antichi.
La definizione di corpo della Pandolfi, riflette sulla separazione
occidentale corpo/anima e al contrario sulla armonia mente/corpo di alcune
civiltà africane e asiatiche, dove la relazione tra esseri umani,
divinità e natura è interpretata come "rapporto armonico
di ininterrotta partecipazione fra umano e divino". Alcune tradizioni
hanno sviluppato non solo unesperienza del corpo differente da quella
occidentale, ma anche medicine e pratiche del corpo assai diverse, come
quella ayurvedica e cinese, secondo le quali il corpo è connesso
a forze e tensioni cosmiche, e in esso si possono leggere le armonie e
le disarmonie del cosmo ma anche del corpo sociale, della collettività.
Perciò "sintomi e malattie che si manifestano a livello dellindividuo
sono
interpretati come altrettante espressioni di tensioni interne alla società
ogni
forma di sofferenza è inserita nel contesto di un più ampio
contesto di forze, ben più complesso della pura e semplice eziologia
biomedica"(p.91).
I corpi, antropologicamente parlando, sono letti come vere e proprie mappe,
testi che fanno riferimento alla memoria e alla comunità. Attualmente
nel mondo occidentale il corpo è il luogo in cui si combattono
le battaglie più importanti per la costruzione delle identità,
è un mezzo di espressione del sé, in bilico tra la passività
(oggetto di manipolazione, controllo, dominio) da parte del Potere e la
resistenza ad esso. Lantropologo Arjun Appadurai lo ricorda
la Pandolfi- mette in guardia da tecniche del corpo che sembrano trasgressive,
espressive, antisociali e ribelli, e che invece a lungo andare corrispondono
ad un habitus ripetitivo e perciò poco originale e creativo,
che finisce con ladeguarsi ad una estetica delleffimero e
quindi al mercato e alla moda.
Debra Spitulnik nel definire la parola media ne indica la polivalenza
e ne indica le differenze con i mass media, vale a dire i mezzi di comunicazione
di massa: "media è inteso come un canale per la trasmissione
di un qualche tipo di comunicazione. Tra i vari esempi possiamo citare
i mezzi a stampa, i media elettronici, quelli televisivi, i media pittorici,
orali, corporei e la multimedialità come quella dei media informatici
che sono simultaneamente a stampa, pittorici ed audiovisivi
questa
definizione di media differisce dalluso popolare dellespressione
media, che indica i mass media dominanti e i professionisti dellinformazione
allinterno di un contesto locale, nazionale o internazionale
nellambito
degli studi
esso comprende i canali di comunicazione, le tecnologie,
i formati, i generi e i prodotti" (pp.202-203).
Secondo lottica delletnografia della comunicazione lo studio
dei media ne comprende la produzione, circolazione, ricezione, nonché
forme, funzioni e contenuti dei messaggi; Debra elenca almeno quattro
promettenti campi di ricerche sui media: i media come centri di rappresentazione
etnolinguistica e per la produzione delle ideologie etnolinguistiche;
come catalizzatori nei processi di socializzazione e cambiamento linguistico;
come forum per la partecipazione collettiva e infine lo studio
dei rapporti intertestuali tra i diversi tipi di media. Tutte queste piste
di ricerca focalizzano lattenzione sui media, e soprattutto sulla
lingua veicolata dai media, con particolare riguardo ai generi espressivi
indigeni e al ruolo delle nuove tecnologie sulla lingua.
Il Lessico insomma attraverso la polifonia delle voci che lo compongono
ha il merito di ribadire con forza le strette e mutue relazioni esistenti
tra lingue e culture e di indicare alcune arene di studio di sicuro interesse,
legate allattuale creolizzazione delle culture della globalizzazione
culturale e allonnipresenza dellazione dei media nel sistema-mondo,
con un occhio di riguardo ai fenomeni della comunicazione interetnica
e del multi/bilinguismo di molte realtà locali.
Indice |
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Prefazione alledizione italiana a cura di Alessandro Duranti
Acquisizione Agentività- Alfabetizzazione- Atto- Categoria-
Cervello- Codici- Colore- Commutazione di codice- Competenza- Comunità-
Conflitto- Contatto- Controllo- Corpo- Cura- Esperto- Eteroglossia- Evoluzione-
Funzioni- Genere- Genere del discorso- Gesto- Grammatica- Iconicità-
Identità- Ideofono- Improvvisazione- Indessicalità- Individuo-
Inferenza- In pericolo- Intenzionalità- Intervista- Massima- Media-Metafora-
Metrica- Musica- Narrativa- Nomi- Oralità- Oratoria- Partecipazione-
Particelle- Performatività- Plagio- Poesia- Potere- Preghiera-
Profezia- Proverbio- Registro- Relatività- Ricostruzione- Riflessività-
Ripetizione- Sconfinamento- Scrittura- Segnare- Sincretismo- Socializzazione-
Sogni- Sordo- Spazio- Stile- Teatro- Traduzione- Turno- Umorismo- Variazione-
Verità- Visione- Voce
Semiotica: se manca la voce. Postfazione di Paolo Fabbri
Gli autori
Indice analitico
| L'autore |
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Alessandro Duranti insegna Antropologia alla University of California
di Los Angeles. E autore di numerose pubblicazioni sullantropologia
del linguaggio, fa parte della SLA ed è redattore capo della rivista
Journal of Linguistic Anthropology.
| Links |
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Home page di Alessandro Duranti alla UCLA
http://www.sscnet.ucla.edu/anthro/faculty/duranti/
Society for Linguistic Anthropology (SLA)
http://new.aaanet.org/sla/index.htm
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