Cuomo,
Vincenzo, Le parole della voce. Lineamenti di una filosofia della phoné. Presentazione dell'autore: Vincenzo Cuomo Il testo cerca di legare le ricerche che sono state prodotte sulla vocalità e sullantropologia della voce (Zumthor, Bologna) da un lato alle riflessioni filosofiche sul "fenomeno" della phoné nei suoi rapporti con il lógos (Derrida, Agamben, Lyotard, Sini, Severino) dallaltro alle problematiche proprie di una filosofia dellesistere (Schelling, Heidegger, Cacciari). La voce è considerata in quanto corpo che mostra e sente la singolarità del proprio "eksistere", mostrando e sentendo il limite che la costituisce. Tale corporeità vocale è ciò che il singolo esistente è in quanto nascente/mortale; è ciò che lo accomuna a tutti gli altri esistenti in ciò consiste la "trascendentalità" della voce ma, nel medesimo tempo, è sempre e soltanto la "fattualità" del suo eksistere ["È sempre questo mio corpo che ride, soffre, geme, gioisce, canta e ovviamente nasce e muore. È sempre lemozione che vivo ora" (p. 92) ]. La voce è corpo; in quanto tale mostra e sente il limite che la costituisce, la sua presenza (sentendo/mostrando il suo esser "parzialità dessere" il suo "mancare" del Tutto e la propria "perfezione dessere" il proprio essere un "tutto").Tuttavia la voce non può dire questo suo "mostrare" e questo suo "sentire", ed in ciò specularmente si oppone alla parola, il cui "dire" è strutturalmente incapace di mostrare la "presenza". È comunque alla parola filosofica e poetica consapevole di dipendere dal "mostrar-sentendo" della voce che è dato linfinito compito di "dire" quella prae(s)entia, quellemozione. Poche righe d' introduzione - 1. Oralità e parola sonora - 2. La voce e la parola - 3. Il grido e il canto - 4. La prae(s)entia della voce - 4. f r o n e e i n : il "sentire" della voce - 5. Trascendentalità corporea - 6. Le parole della voce - 7. Die Sage. Die Zeige (glossa a M.Heidegger) - 8. Edmond Jabès e la voce dellAssenza Vincenzo Cuomo (Torre Annunziata, 1955) è ora docente di ruolo di Filosofia e Storia nei Licei Statali. Laureatosi a Napoli nel 1978 con una tesi in Filsofia Morale su Th.W.Adorno, si è poi prevalentemente interessato di problematiche estetologiche. Dal 1986 partecipa alle attività del Laboratorio Internazionale di Ricerca Artmedia, diretto da Mario Costa presso il Dipartimento di Filosofia dellUniversità di Salerno. Ha pubblicato articoli e saggi su varie riviste italiane e straniere (Rivista di estetica, Misure Critiche, Terzoocchio, CoIncidences, Epiphaneia, MassMedia) e in volumi collettanei (aa.vv., Nuovi media e sperimentazione dartista, Napoli, ESI, 1994; Mario Costa, Lestetica della comunicazione, Roma, Castelvecchi, 1999). |